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GEAPRESS – Trentasei persone, tra Guardie ed attivisti, che si alterneranno per un mese nell’isola di Ischia (NA). In turni  di 12 persone costantemente presenti, interverranno assieme alle Guardie ENPA (vedi articolo GeaPress), nella repressione di un bracconaggio ancora molto fiorente.

Ai volontari è affidato un lavoro prettamente logistico, mentre alle Guardie, grazie alla qualifica di Pubblico Ufficiale, è riservato l’intervento diretto contro i bracconieri.

A coordinare nell’isola il loro lavoro, è Giampaolo Oddi, arrivato dall’Umbria. La sua presenza ad Ischia è ormai decennale così come quella di altre Guardie ed attivisti giunti dalla Toscana, Liguria, Sicilia, Calabria, Campania, Lombardia ed altre regioni italiane. Un lavoro difficile e rischioso, specie quando si deve intervenire di notte per fermare l’attività di persone armate.

Nell’isola – riferisce Giampaolo Oddi a Geapress – sono ancora molto in uso i richiami elettronici per la fauna migratoria. Gli uccelli migratori vengono attirati dal canto registrato; il bracconiere li potrà poi uccidere con tutta calma. Non meno diffusa è la fucilata diretta sullo stormo di migratori“.

Il lavoro delle Guardie si svolge sostanzialmente in due fasi. La prima di perlustrazione del territorio e verifica delle segnalazioni. Segue poi l’intervento delle Guardie che, a seconda dei casi, può avvenire congiuntamente alle Forze dell’Ordine. Operazioni che vengono condotte a prescindere dalle condizioni metereologiche. Sole, nebbia o pioggia non devono costituire un limite.

Pochi giorni addietro – spiega Giampaolo Oddi – dopo un violento temporale mattutino, c’è stato un certo movimento migratorio. In una sola zona di Ischia abbiano sentito oltre una cinquantina di spari. Il tutto in meno di un’ora”.

“Il fenomeno ha subìto negli anni degli assestamenti. Un certo rallentamento si registra, ad esempio, nell’uso dei fucili con matricola abrasa, ma per il resto, basta mollare per una sola stagione, e ritorna tutto come prima. Ad ogni modo – aggiunge il coordinatore delle Guardie – quello del bracconaggio rappresenta  tutt’oggi un fenomeno allarmante“.

Chi sono le Guardie del WWF?

Persone preparate, ma soprattutto volontari che ogni anno lasciano la propria casa per cercare di salvare le tante vite selvatiche che costituiscono parte fondamente della biodiversità del nostro paese. Sono, in definitiva, i “Rangers” di casa nostra. Siamo abituati in genere a vederli in una savana africana, come in una foresta pluviale indonesiana, senza sapere che da decenni, nell’isola di Ischia come nelle vallate del bresciano o nel bellissimo Cilento, operano in difesa della natura ed a titolo completamento gratuito.  Un ruolo importante nelle difesa della biodiversità che non a caso è stato evidenziato come componente fondamentale della campagna del WWF “Crimini della Natura“. Dai rinoceronti africani, agli “spiedi” con specie vietate della provincia di Brescia, fino ai fucili di Ischia.

Nell’isola la migrazione è ormai entrata nel periodo più intenso. Per fortuna anche nei luoghi più scoscesi, di giorno come di notte, con il bello o il brutto tempo, c’è una parte ideale del nostro paese che si impegna nella salvaguardia di un patrimonio naturalistico di certo non molto tutelato, ma che il mondo intero di invidia.

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