GeaPress – Per la medicina ufficiale le cefalee sono primarie o secondarie; le primarie sono l’emicrania, la cefalea muscolo-tensiva e la cefalea a grappolo, le secondarie sono dovute a patologie craniali, internistiche o da abuso di farmaci come, ad esempio gli analgesici (anche quelli che si usano per far passare le cefalee!); poi ci sono le nevralgie, tra cui quella dolorosissima del trigemino. In genere l’emicrania è la variante più frequente.
I fattori scatenanti possono essere gli ormoni estrogeni, anche se somministrati come anticoncezionali o terapie sostitutive, il vino, soprattutto quello rosso, il rilassamento dopo stress o dopo sforzi fisici, il fumo.
Per la terapia dell’attacco acuto, la medicina ufficiale, usa analgesici ed antinfiammatori che riducono la percezione del dolore, ergotaminici che aiutano a restringere i vasi cerebrali dilatati, triptani che agiscono sui recettori della serotonina ed antiemetici contro il senso di nausea e vomito.
Tutti questi farmaci possono a loro volta indurre cefalea! La cefalea cronica da rimbalzo è proprio la cefalea indotta dall’uso frequente di analgesici e  triptani.
Nella terapia profilattica si usano beta-bloccanti, calcio-antagonisti, anticonvulsivi, antidepressivi triciclici, fino ad arrivare alle iniezioni di tossina botulinica di tipo A.
Riassumendo in poche parole, si prescrivono farmaci solo sintomatici, che possono a loro volta indurre cefalee da rimbalzo, che possono peggiorare la patologia per gli ipertesi o i cardiopatici (triptani e ergotaminici). Dopotutto da una medicina violenta cosa ci possiamo aspettare? Violenza nell’approccio curativo, nel metodo e nella ricerca come possono curare un ingorgo di pensieri?

Ogni cefalea ha radici nel carattere dell’individuo, è la propria personalità che batte in testa, l’attacco  mette a nudo. Chi non riesce a “staccare la spina” e a far riposare la mente, chi ha un’attività di pensiero molto sviluppata, chi vuole dare il massimo e punta sempre alla perfezione, chi è altruista, chi ha una forte componente passionale ed emotiva repressa dalla razionalità è tra le vittime della cefalea.
L’energia, l’istintività vengono compresse dalla “ratio”,  la testa ne soffre perché  ha l’ingrato compito di versare l’acqua sul fuoco!
Di cefalea muscolo-tensiva soffre chi, molto affidabile, ha la “testa sulle spalle”, chi non si risparmia responsabilità e soluzioni di problemi.
Nell’emicrania si tende a comprimere quella parte di sé sconosciuta ed inaccettata.
Il dolore profondo della cefalea a grappolo, pianto e sofferenza trattenuti, è dovuto al cambiamento ostacolato da resistenze interne, ma anche da eventi esterni.

Dalla natura ci viene un rimedio dolce ed efficace contro le cefalee. Si tratta del Partenio (nella foto), della famiglia delle Composite (la stessa della Camomilla e della Margherita).
L’uso a scopo medicinale è antichissimo, alcuni reperti riguardanti il suo uso sono stati trovati negli scavi dei villaggi  neolitici del Caucaso.
Ne parlano Plinio e Discoride.
Il nome, Partenio,  è dovuto ai greci ed all’uso che ne facevano  per calmare i dolori mestruali, pàrthenos significa fanciulla.
Il  termine latino Tanaceto, invece, deriva dal greco tànaos, che significa lungo, e akèomai, che significa io guarisco.
In Inghilterra già dal XVII secolo la pianta era riconosciuta come un efficace rimedio “per tutti i dolori del capo”, efficacia confermata, poi, negli anni settanta e ottanta da numerose ricerche.

Il Partenio si usa per la prevenzione e la cura delle cefalee di ogni tipo. L’associazione con altre piante serve a potenziarne l’effetto,  l’uso congiunto con  l’Artiglio del diavolo serve a potenziare l’azione antinfiammatoria.
La Lavanda, sedativa ed antispastica, va associata quando è l’emozione trattenuta che scatena il dolore. La Valeriana, sedativa nervina ed antispasmodica, è utile per chi ha scarsa confidenza con le parti più intime di sé. La Melissa, calmante e rilassante, si associa  quando si soffre per la mancanza di affetto o per le critiche ricevute, ma anche per specifici fenomeni fisici come il freddo. Per la cefalea mestruale si associa l’Alchemilla.

In omeopatia il rimedio più usato per le cefalee è la Nux vomica, diluizioni e dosaggio vanno chiesti al medico omeopata.
Infine, chi soffre di cefalea dovrebbe sempre avere a portata di mano un quarzo ametista, grezzo o burattato, da poggiare sul “terzo occhio” durante l’attacco doloroso.

Una piccola margherita contro i  farmaci dei colossi chimici, che fanno bene solo alle casse delle ditte farmaceutiche? Davide contro Golia? Sicuramente un metodo dolce, naturale e non violento, un rimedio di pace. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).