GEAPRESS – La Wildlife Conservation Society (WCS) ha comunicato nelle scorse ore come la popolazione di tigri, stante gli ultimi censimenti, abbia fatto registrare un significativo aumento. Questo grazie alla protezione dell’habitat ed ai rigorosi pattugliamenti antibracconaggio. In particolare nel Karnataka, Stato dell’India sud occidentale, dove gli sforzi della WCS sono cominciati 25 anni addietro, l’aumento delle tigri è stato più rilevante. Nella regione del Western Ghats sono stati identificati  negli ultimi dieci anni, più di 600 tigri. Un ruolo importante nei censimenti, hanno avuto le fototrappole.

Nei Parchi Nazionali di Nagarahole e Bandipur, le tigri hanno raggiunto livelli demografici pari alla saturazione del territorio. Per questo individui molto giovani hanno abbandonato le aree utilizzando corridoi forestali protetti. Nelle nuove riserve appositamente dedicate alla tigre, tra le quali Bhadra e Kudremukh, i felini sono aumentati di ben il 50 per cento. Questo dopo anni di abbandono e di bracconaggio.

Una buona notizia, specie alla luce del fatto che il numero delle tigri in tutto il mondo continua a diminuire per via del bracconaggio, distruzione dell’habitat e assenza di prede. Ne rimarrebbero così libere, sempre secondo la WCS, non oltre 3.200.

Eppure, lamenta la WCS, la notizia  dell’aumento delle tigri è passata in secondo piano. I recenti sviluppi, invece, mostrano chiaramente gli effetti positivi delle strategie portate avanti con determinazione (antibracconaggio, trasferimento di villaggi lontano dagli habitat della tigre, presenza locale della stessa WCS). Non solo in India. Un altro paese in controtendenza, ovvero con risultati positivi in tema di salvaguardia della tigre, è infatti la Tailandia. Sempre la WCS segnala un ritorno della tigre nel Hhai Kha Khaeng Wildlife Sanctuary, una zona di 2700 chilometri quadrati protetti nel complesso del Western Forests.

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