GEAPRESS – Per la seconda volta in pochi giorni il Comune di Palermo ha annunciato come l’incendio della discarica di Bellolampo sia stato spento e che non parrebbero esserci gas inquinanti. Anzi, nell’ultimo comunicato che di fatto sconfessa il primo, l’incendio non solo è domato ma l’immensa nuvola che si vede su Palermo sarebbe vapore acqueo. Lo stesso comunicato è stato postato dal Sindaco Leoluca Orlando nel suo account facebook, beccandosi però le ire dei suoi “amici”, immersi nel fumo che scende in città (vedi articolo GeaPress).

Dunque, stamani, armati di un motocross e di una fotocamera siamo andati a vedere la macchina del vapore.

Arriviamo intorno alle 10.00 da un viottolo di campagna. Ci ritroviamo in un paesaggio infernale fatto di fumo che fa lacrimare, pochissimi uomini, forse due squadre dei Vigili del Fuoco, un escavatore, un camion ed una ruspa dell’Amia. I mezzi dei Vigili del Fuoco, ci appaiono con le ruote gommate. Inadatte, si presume, per i cumuli fumanti.

L’incendio è sicuramente più circoscritto rispetto ai primi giorni. Di fatto il fumo si eleva consistente solo da un cumulo di immondizia. Solo che quel cumulo è una vera e propria collina di rifiuti alta e larga decine di metri. Il rogo cova sotto e, ci spiega un operaio che non vuole però essere nominato, i lanci d’acqua del canadair servono a rendere più agibile il lavoro della ruspa. L’acqua seda in superficie evitando l’affiorare delle fiamme. La ruspa stende la terra e si va avanti.

Per tutto il tempo che abbiamo scorazzato nella discarica a vapore, vediamo un solo camion adibito al trasporto terra. Più o meno un carico ogni tre quarti d’ora. Basta però che la terra scivoli lungo i ripidi pendii delle colline di immondizia e le fiamme riprendono. Di colore blu, ci spiega sempre il nostro cicerone nell’immondizia di Palermo, se trattasi di metano. Rosso, invece, se il fuoco riprende superficialmente.

Lungo il nostro tragitto vediamo alcuni mezzi dell’Amia. Piccole ruspe che all’apparenza sembrano rotte o comunque in disuso. L’impressione che si ha è che la discarica era malmessa già da prima e che l’incendio di natura dolosa, ha avuto gioco facile e, forse, anche il tempo necessario per espandersi. L’area incenerita (in parte coperta con la terra) è veramente enorme. La massa calda, ci spiega la nostra guida in quel girone infernale, è ovunque. Sotto la terra. Se prende ossigeno, l’incendio riappare subito. Se non prende ossigeno, la collina fuma. Anche stasera, con buona pace degli abitanti di Palermo cotti ma a vapore.

Si susseguono i lanci dei canadair. La massa d’acqua raggiunge rumorosamente la collina fumante. In parte evapora, come riferisce il Comune, anche se il colore è più bruno che bianco. Poi dai cumuli, scola nei fossi laterali. Il lezzo è insopportabile. Dagli squarci della discarica fumante, appaiono i fuochi fatui della Palermo che si decompone a strati infiniti. Plastica, sorte di tessuti, bottiglie, indistinguibile materiale nerastro, lattine, materassi, tutto fumante. Di vapore, secondo il Comune. Per noi, però, è combustione , tutt’ora in atto. Non si può fare a meno di notarla, anche perché appena c’è uno squarcio nella terra, le fiamme riappaiono e non solo nella collina fumante. Avveniva di tanto in tanto anche prima, ci dice l’operaio. Arrivava la ruspa e copriva. Da oggi, però, la discarica non fiammeggia più. Va a vapore.

AGGIORNAMENTO – 3 agosto, ore 7.00:  Il “vapore” di Palermo

La discarica brucia (ULTIMA FOTO IN GALLERY ORE 7.00 DI OGGI). I due PM incaricati della Procura della Repubblica di Palermo, la visioneranno stamani in elicottero. Il Deputato regionale Pino Apprendi (ex Vigile del Fuoco) conferma che un solo mezzo dell’Amia è in opera contro l’incendio. Il Sindaco Orlando, la cui Amministrazione in due occasioni ha annunciato lo spegnimento, accusa ora la Regione, ma il Consigliere comunale Antonella Monastra ricorda come il Primo Cittadino è massima autorità sanitaria e di protezione civile. Secondo alcune fonti la strumentazione idonea al rilevamento degli inquinanti sarà disponibile solo da oggi.


AGGIORNAMENTO – 4 agosto: Incendio Bellolampo – brucia ancora – a rischio i teloni antipercolato

Ad andare in fumo sarebbero stati anche i teli antipercolato, ovvero la protezione posta alla base dei vasconi colmi di immondizia. A rischio, dunque, la falda freatica. L’ipotesi di reato sulla quale stanno lavorando i PM Ignazio De Francisci e Geri Ferrara, potrebbe ora essere quella di disastro ambientale.

Una settimana addietro l’inizio dell’incendio, ma solo ieri i primi provvedimenti del Comune. Niente vendita di verdure provenienti da tre quartieri palermitani e pulizia, negli stessi luoghi, di tetti e balconi. Peccato, però, che non vi sia alcuna tracciabilità per la verdura prodotta negli orti cittadini.

Secondo le nuove previsioni dell’ARPA, l’incendio potrebbe essere spento entro martedì. Poi il ripristino della discarica. Per alcuni ci vorrà non meno di un mese, sempre che si riesca a spegnere l’incendio che fino a stamani avvolgeva con il suo fumo (vedi foto). Rilievi sulla diossina ed altri inquinanti, si sapranno solo nei prossimi giorni. Certo che se fossero stati fatti subito, con le possenti colonne di fumo che si alzavano nei primi giorni, forse qualcosa di diverso si sarebbe saputo.

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