delfino albino foto fond cetacea
GEAPRESS – Un tursiope albino nel nord Adriatico. La sua presenza, dopo precedenti segnalazioni fino ad ora non documentate, è stata accertata nel corso del progetto NETCET, una rete per la conservazione dei Cetacei e delle Tartarughe marine in Adriatico, e della Fondazione Cetacea Onlus.

Stante quanto comunicato dalla Fondazione Cetacea si tratterebbe del primo avvistamento registrato di tursiope albino per l’Adriatico ed il Mediterraneo.

Secondo gli esperti la particolare colorazione dipende dall’assenza della melanina, un pigmento che fornisce la colorazione tipica della specie. Si tratta del ben più noto fenomeno dell’albinismo che però, in natura, è molto raro. Alla base vi è una mutazione genetica che può manifestarsi con una variazione di colore anche parziale.

Fin ora, riporta sempre la Fondazione Cetacea, fenomeni di questo genere sono stati registrati in circa 20 specie di cetacei, tra cui balene ed orche. Per i tursiopi, invece, le registrazioni certe riguarderebbero non oltre 20 animali. Questo dalla metà del secolo scorso fino ad oggi.

Da rilevare come uno di questi venti turiopi albini, sia il delfino Angel, catturato nel gennaio di quest’anno nella baia di Taiji, in Giappone, per servire l’industria dei delfinari (vedi articolo GEAPRESS).  Proprio tra una settimana, in Giappone, riprenderà la mattanza dei delfini essendo il loro destino condiviso sia dalla cattività acquatica che dalla macellazione per l’alimentazione umana. Un fenomeno, quest’ultimo, diffuso anche nelle Isole Faroe, facenti parti del Regno Unito di Danimarca.

Il nostro tursiope bianco adriatico, che abbiamo chiamato ALBUS (in latino “albus” significa bianco) – riferisce il comunicato della Fondazione Cetacea – ha un futuro più luminoso perché è libero e, con il nostro aiuto, protetto. La mutazione genetica che conduce all’albinismo può causare una grande sensibilità della pelle e degli occhi, una parziale cecità e vari problemi di salute“.

Albus appare in buona salute, con un buono stato di nutrizione e non isolato da altri delfini. Il rischio, però, è che il delfino bianco possa diventare, proprio a causa del suo colore, una facile preda.

C’è una possibilità – aggiunge a questo proposito la Fondazione Cetacea – che altri animali possano isolare individui albini per ridurre il pericolo di predazione. Tuttavia, i tursiopi sono estremamente sociali e si prendono cura dei compagni, non lasciandoli nel pericolo. I Tursiopi sono all’apice della catena alimentare in Adriatico perché non ci sono grandi squali che possono rappresentare un pericolo per loro. Questo significa che Albus e gli altri tursiopi sono al sicuro dai predatori naturali. Sfortunatamente, gli uomini e le loro attività rappresentano un pericolo per i delfini, così che si dovrebbe ridurre il nostro impatto sul mare e sui tursiopi“.

Albus è stato avvistato con altri tursiopi di normale colorazione. Gli animali nuotavano e cacciavano pesce facendo attenzione alla presenza degli esperti.

La Fondazione Cetacea chiede a chi dovesse incontrare Albus, di riferire qualsiasi segnalazione che lo riguarda, inviando foto, data e località dell’avvistamento. Se è possibile, spedire foto e video a info@blue-world.org e informazione@fondazionecetacea.org. Raccomandato, inoltre, è il rispetto del codice di condotta quando si osserva un delfino (http://www.blue-world.org/en/dolphin-watching/) così da lasciare una possibilità per Albus e gli altri individui del gruppo di avere un comportamento normale.

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