GEAPRESS – Il nome fa paura solo a sentirlo. Vaiolo, ma degli uccelli. Nessun pericolo, dunque, per l’uomo. Aggredisce i poveri animali in diverse forme, ma quella più appariscente è senz’altro la forma cutanea. Vescicole e croste, in grado di mantenere il virus, se essiccate, anche per parecchi mesi.

Da qualche anno ha iniziato ad impensierire gli ornitologi inglesi, visto che i corpicini deformati compaiono sempre più di frequente nelle cincie, ampia famiglia di uccelli che raggruppa, tra l’altro, cinciallegre e cinciarelle. In Inghilterra fanno parte dei cosiddetti “garden birds” e sono i soggetti preferiti dei birdgarden. Giardini appositamente attrezzati per accogliere, con mangiatoie e fontanelle, i piccoli ospiti alati.

La preoccupazione degli ornitologi inglesi, si riversa ora sulla possibili complicazioni derivate dal contaggio dei predatori. Di sicuro dalle iniziali osservazioni risalenti al 2006 in una zona circoscritta dell’inghilterra sud orientale, si è passati a rilevamenti anche in altre regioni dell’Inghilterra.

Negli animali di allevamento, si conosce ormai parecchio del vaiolo aviario ed esistono, nonostante la notevole mutogenicità del virus, vaccini adatti. Per i selvatici è tutto un altro discorso.

Di sicuro, tra gli imputati del contaggio, vi sono le zanzare, anche del genere Culex, ovvero la nostrana comunissima zanzara che vanta natali ben più antichi rispetto all’invadente zanzara tigre di origine asiatica. Più il clima è caldo ed umido, più la zanzara, ma anche altri ditteri di cui si sospetta il contaggio, possono sopravviere. Il vaiolo è un virus, e per questo le cure sono ridotte al lumicino. Le terapie, infatti, sono limitate ai trattamenti antibiotici sulle vescicole per evitare complicazioni di infezioni batteriche. E’ possibile, invece, prevenirlo con i vaccini, ipotesi ovviamente inesistente per i selvatici.

Un particolare importante, è senz’altro quello dei rilevatori, ovvero i birdwatchers inglesi. La Gran Bretagna in generale vanta una tradizione di antica data di osservatori in natura di animali. Binocolo e guide al riconoscimento sono le loro (incruente) “armi”. E’ merito loro se molto si sta apprendendo della diffusione del vaiolo aviario.
 
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