cavallo corsa
GEAPRESS – Sono passati ormai quasi quattro anni dall’approvazione del “nuovo” Codice della Strada che di fatto ha confermato tutti gli articoli che consentono il mantenimento dei cavalli da corsa in strada. Non si tratta, ovviamente, di una previsione voluta ma il “veicolo a trazione animale” in molti centri urbani, specie del sud e in minor misura nel centro Italia, può essere un calesse funzionale agli allenamenti dei cavalli delle corse clandestine.

Rispettate poche elementari norme (oppure semplicemente infischiandosene, visto l’esiguità della sanzione), anche un quattordicenne può sfrecciare nel traffico cittadino con un calesse tipo corsa. Il Codice della Strada non lo impedisce e l’unico vero divieto è la competizione che però, gli abili fantini di mafia, sanno velocemente aggirare finanche nelle principali arterie cittadine, come nel caso della famosa tangenziale di Palermo.

Tante polemiche si sollevarono nel 2010 per la distrazione del mondo politico, e forse non solo, che dimenticò di considerare il problema.

Nel 2014 la stessa sbadataggine sembra riproporsi. Nel testo di riforma del Codice della Strada, attualmente in esame presso la Camera dei Deputati, neanche un rigo è dedicato al problema. Tra le molte decine  di emendamenti presentati, nessuno prende in esame la questione dei calessi con tanto di purosangue alle briglie che sfrecciano per le vie cittadine.

La riforma, il 26 settembre scorso, è arrivata all’esame dell’Assemblea. Una proposta di legge d’iniziativa parlamentare unificata ad un progetto di legge governativo, che nell’insieme conferisce delega al Governo per la riforma del Codice della Strada. Gli argomenti principali sono il sistema sanzionatorio, la possibilità di ridurre i limiti di velocità in certe aree urbane, uso delle biciclette ed anche di motocicli e ciclomotori,  possibilità di circolare in autostrada per veicoli di cilindrata superiore ai 120 cc se guidati da maggiorenni. Nel testo, a leggere gli emendamenti proposti (nessuno dei quali animalisti) sta entrando un po’ di tutto, dai trattori storici alle luci rifrangenti.

Ad ogni modo la questione arriverà  al Governo che però, a sentire le recenti polemiche sulla presunta mancanza di sensibilità in campo ambientale ed animalista, probabilmente non riserverà molta attenzione ai cavalli da corsa liberi di poter sfrecciare per le strade urbane.

Per maggiori approfondimenti su quanto il Codice della Strade consente ai calessi anche ad uso corsa LEGGI L’ARTICOLO DI GEAPRESS

 

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