GEAPRESS – Il Lupo è tornato in Alto Adige. E’ stato immortalato, nei boschi del Comune di Madonna del Senale a quota 1300 metri, da una fototrappola installata per monitorare gli spostamenti degli Orsi.

Secondo la Provincia Autonoma di Bolzano dovrebbe trattarsi del Lupo M24, un maschio di due anni, presente nel 2009 in Engandina, Svizzera, e nell’aprile del 2010 in Trentino.
Al Lupo M24 sono state attribuiti, nel 2010, alcuni attacchi a pecore, capre e vitelli, ma non si è mai avvicinato all’uomo; eppure, guardando il video, la coda tra le gambe fa pensare ad un cagnolone spaventato!

Le recenti richieste (leggi Regione Piemonte) di riaprire la caccia al Lupo diventato (a loro dire) troppo presente e numeroso, cozzano veramente con l’epopea di un individuo che spazia dalla Svizzera all’Alto Adige, passando per il Trentino. Di fatto ci troviamo di fronte ad una popolazione veramente esigua. Per il Piemonte, ad esempio, lo dimostrano anche le piccole cifre presentate per i rimborsi dovuti ai danni agli animali domestici. Piccoli nuclei, in questo caso arrivati dalla Liguria. In tutte le Alpi, ancora sparute presenze, checchè ne dicano quelli che vorrebbero sparare a tutto quello che si muove, Lupi ed Orsi compresi.

Ma perchè nascondersi dietro al Lupo cattivo? Nella favolistica il Lupo rappresenta il male, tutto il male; nella realtà paga colpe non sue, come la mancata redditività della pastorizia e dell’allevamento ed è anche accusato di minacce alle attività agricole! In zone più pianeggianti la colpa è dei Piccioni, o delle Volpi. Mai dell’Uomo.

L’Unione Europea ha annunciato la riforma della PAC (Politica Agricola Comunitaria), che conferma per gli anni 2014-2020 la priorità della conservazione degli habitat e delle specie di alto valore naturale. Per l’agricoltura e la zootecnia italiana saranno disponibili oltre un milardo e 200 milioni di euro, mica briciole; in cambio l’Unione Europea chiede in maniera esplicita agli Stati membri di assicurare anche la conservazione del Lupo, dell’Orso, dell’Aquila e di altri Rapaci. L’ultima parola spetta alle Regioni, dovranno attuare una seria politica sulla biodiversità coi Programmi di Sviluppo Rurale ((PSR 2014-2020) tesa alla convivenza tra uomo ed altri animali.

A fronte delle cospicue elargizioni europee, gli allevatori e gli agricoltori dovranno pur rinunciare a qualcosa, o a spendere un po’ di spiccioli per ‘proteggere’ i campi, ad esempio con delle recinzioni, che, se alte almeno un metro e cinquanta centimetri, potrebbero proteggere anche da altro, questa volta decisamente criticato, “predatore”: il cacciatore!
Un discorso a parte andrebbe fatto sulla scelta vegetariana, che annullerebbe da sè sia i problemi relativi alla zootecnia, che quelli legati alla prigionia ed alla macellazione di milioni di viventi.
Ma parlavamo del Lupo. E del suo ritorno. Lunga vita al Lupo!

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