orsetti morti

GEAPRESS – Almeno nove cucciolate dell’anno, documentate nel mese di aprile nella provincia di Trento. Si tratta, ha riferito l’Ente provinciale, della probabile totalità delle cucciolate di orso  avvenute nel gruppo del Brenta.

 

 

 

 

Parti singoli, come quello proposto in questo video dalla Provincia

 

fino a parti trigemellari, come dimostrerebbe il secondo video relativo ad un’orsa filmata assieme a tre cuccioli.

 

A questi  risultati  è giunto  il Corpo Forestale Trentino, il personale del Parco Naturale Adamello Brenta, l’Associazione Cacciatori Trentini ed i volontari il cui lavoro è stato coordinato dagli Enti preposti.  Dalla raccolta dei reperti organici si cercherà ora di individuare il profilo genetico di ogni  individuo al fine di poterlo  seguire nei suoi spostamenti.

Il risultato più atteso era però quello dei giovani dell’orsa Daniza, morta l’anno scorso durante un tentativo di cattura. Secondo la Provincia di Trento sarebbero stati raccolti campioni organici oltre che immagini, come  nel caso  del giovane orso osservato in alta Val Rendena e probabilmente attribuibile ad uno dei figli di Daniza (vedi Video).

Purtroppo si deve segnalare un episodio di altro tenore, occorso in valle Tovel. Un’orsa e due cuccioli sono  stati trovati morti da un cacciatore che ha segnalato il tutto al Corpo Forestale della Provincia intervenuto con  i  cani da orso. Il fatto sarebbe però attribuibile ad un fenomeno che parrebbe essere del tutto naturale. Lo stesso Ente provinciale, infatti, riferisce di “ragionevole certezza” in merito alla possibile aggressione da parte di un maschio adulto. In genere avviene l’uccisione dei soli piccoli, specie nei mesi di maggio e giugno. In tal maniera si determina nella femmina l’insorgenza di un secondo calore che indurrà ad un nuovo accoppiamento. Il padre di questa seconda cucciolata sarà lo stesso che ha ucciso la precedente.

Un meccanismo naturale che è alla base della diffusione dei propri geni e che ben corrisponde, in bibliografia, al termine di “infanticidio”.

In questo caso, però, si è avuta l’uccisione della femmina. Un fenomeno, secondo  gli esperti, che avviene raramente. Mentre per i cuccioli (dati scandinavi) la mortalità per aggressione da maschi adulti è compresa tra il 40 ed il 50%, nelle femmine si registra un tasso quasi nullo. Si tratta di una piccola aliquota compresa tre l’1 ed il 2 %.

Il calcolo delle possibili cucciolate, ovvero di quattro finora registrate, non include quella di Valle Tovel.

Si pensa che il probabile maschio aggressore sia ancora in zona. Nei prossimi giorni le analisi genetiche individueranno esattamente sia gli orsi periti che lo stesso eventuale maschio casua dell’aggressione.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati