forestale
GEAPRESS – Giorni di polemiche per la paventata ipotesi di passaggio del Corpo forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. A riferirlo erano state alcune sigle sindacali che avevano accusato i vertici del Corpo di favorire tale transizione.

Un’ipotesi che parrebbe ora avvalorata da un comunicato del Ministro Martina sul tema della riforma della Pubblica Amministrazione e la legge Delega del Governo.

Il Ministro ritiene che “la riforma della Pubblica amministrazione sia un’occasione vera per il rafforzamento delle attività di tutela ambientale e agroalimentare che il Corpo forestale garantisce in tutto il Paese“.

Fin qui niente di strano, se non forse cogliere positivamente quello che sembra essere  la conferma di talune funzioni della Forestale. Martina ritiene anzi che ricollocare le competenze del Corpo Forestale, definite “cruciali”, “può dare la possibilità di un significativo salto di qualità nell’integrazione dei servizi, nell’efficacia del presidio territoriale e nel rafforzamento dell’unitarietà di tante competenze in materia. Il tutto preservando le funzioni di indirizzo del Ministero delle politiche agricole”.

Dunque, aggiunge il Ministro, “non bisogna temere il cambiamento e limitarsi a difendere lo status quo”.

Ma dove finiranno i Forestali dopo le indiscrezioni degli scorsi mesi che davano quasi per certo il passaggio nelle file della Polizia di Stato?

Oggettivamente poi l’integrazione potenzialmente più significativa – ha aggiunto il Ministro delle Politiche Agricole – si può avere con l’Arma dei Carabinieri sia sul versante del rafforzamento dei presidi territoriali che su quello dell’integrazione delle competenze. Starà certo all’esecuzione della delega definire compiutamente il miglior assetto complessivo. Il governo non persegue affatto la logica dello smantellamento bensì quella del potenziamento e della semplificazione. Ritengo questa una strada di grande interesse per dotare il nostro Paese di una moderna forza specializzata unitaria a presidio della tutela dell’ambiente e del nostro straordinario patrimonio agroalimentare”.

Dunque, se lo dice il Ministro, la strada potrebbe essere già tracciata.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati