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GEAPRESS – Incroci di cani domestici con il lupo. Ibridi, un po’ lupo e un po’ cane. Quanto prevale, uno dei due genitori, sullo status giuridico dell’incrocio? Un fatto non da poco, visto che un cane può essere detenuto in casa, mentre un lupo deve essere consegnato ad un Centro di Recupero.

Sulla vicenda si era già espresso nell’ottobre 2012 il Ministero dell’Ambiente il quale, con una sua nota, aveva chiarito che l’ibrido di cane con il lupo, nato e vivente in stato di libertà,  deve essere considerato nella disciplina relativa alle specie selvatiche. Un ulteriore risvolto era poi arrivato con la legge relativa all’applicazione in Italia della Convenzione di Washington sul commercio di specie rare e minacciate di estinzione. Il Servizio Cites del Corpo forestale dello Stato aveva a tal proposito ribadito che fino alla quarta generazione, l’incrocio di cane e lupo può essere detenuto solo presso un Centro di recupero. In altri termini, legalmente parlando, non può considerarsi varietà domestica ma specie tutelata dalla CITES.

Sulla vicenda è ora arrivata una Sentenza  del Tribunale Amministrativo regionale dell’Emilia Romagna che ha disposto la restituzione di un ibrido di cane e lupo al Corpo forestale. Era semplicemente successo che nel settembre 2012, a Benevento, gli inquirenti avevano consegnato ad un privato un cucciolo di lupo basandosi sul fatto che il piccolo animale potesse essere in realtà  incrocio con il cane. Per il lupo forse un po’ cane, si concordava inoltre la microchippature quale animale d’affezione.

Nel frattempo, però, l’ISPRA (organo tecnico dello Stato deputato anche alla gestione della fauna selvatica) comunicava i dati dell’analisi genetica. Quell’animale era indubbiamente un ibrido di cane con in lupo. Anzi di una lupa con un cane, visto che il DNA mitocondriale, tipicamente di provenienza materna, appartenenva alla specie Canis lupus italicus.  Dunque, il cane incrocio con il lupo doveva andar via dal suo affidatario ed essere consegnato  ad un Centro di recupero. Un affidamento, peraltro, che si presuppone a vita considerando che un ibrido mai può essere liberato in natura.

Il primo pronunciamento del TAR, dietro ricorso del possessore del cane, tranquillizzava in qualche maniera la questione. In sede di Sospensiva veniva infatti deciso di mantenere il cane presso l’affidatario ma solo per non sottoporlo a stress in attesa del giudizio. A nulla, però, sono valse le obiezioni del ricorrente, poste sia sul piano procedurale ma anche nel merito delle risultanze dell’ISPRA. La natura temporanea dell’affidamento, in attesa cioè delle risultanze dell’ISPRA, sembra avere costituito l’elemento più forte per il rigetto del ricorso. Di nessun rilievo l’avvenuta inoculazione del microchip, in realtà funzionale, ad avviso dei Giudici Amministrativi, solo alla gestione dell’anagrafe canina. Il cane in oggetto, però, non era … cane,  e pertanto dovrà essere ora consegnato ad un centro di Recupero.

Il ricorso era stato intentato contro il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Il TAR si è pronunciato lo scorso dicembre. Tranne eventuale appello innanzi al Consiglio di Stato e ribaltamento della Sentenza del TAR, l’incrocio di lupo andrà perciò via dall’attuale dimora.

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