GEAPRESS – E’ stato presentato ieri a Roma il Calendario 2011 del Corpo Forestale dello Stato, che questa volta è dedicato al patrimonio boschivo italiano, nell’ “Anno Internazionale delle Foreste” proclamato dall’ONU. Come si è sottolineato nel corso della conferenza stampa che si è svolta presso la Biblioteca Nazionale di Castro Pretorio, la conservazione dei boschi rappresenta a livello mondiale una sfida di prim’ordine: essi rappresentano infatti lo strumento per eccellenza in grado di preservare il territorio dall’erosione, e di conseguenza dai fenomeni di siccità e desertificazione, e contribuiscono significativamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, mediante l’assorbimento del carbonio che avviene con la fotosintesi.

L’ Italia negli ultimi cinquant’anni ha raddoppiato la propria superficie boschiva: nei suoi oltre 10 milioni di ettari di bosco si trovano immagazzinate quasi 500 milioni di tonnellate di carbonio. Il patrimonio boschivo è però fortemente a rischio: la minaccia numero uno è costituita dagli incendi, che, secondo i dati del Corpo Forestale, danneggiano una media di 80 mila ettari ogni anno. Dai numeri provvisori sul 2010 emerge un miglioramento rispetto ai precedenti, ma le cifre sono ancora alte: tra gennaio e ottobre 22.888 ettari sono stati percorsi dalle fiamme in 3.449 roghi diversi, accesi sopratutto al Sud: la Puglia è stata la regione più colpita, seguita da Lazio, Calabria, Campania e Sicilia. Il NIAB (il Nucleo Investigativo Antincendi Boschivi), nel corso dell’anno, ha denunciato 221 persone e ne ha arrestate nove.

Tra le attività portate avanti con maggior vigore Corpo forestale dello Stato nel 2010 vi è quella della tutela della fauna e più in generale del mondo animale. Tale compito è stato portato avanti non solo con le strutture territoriali ma anche attraverso i nuclei specializzati quali il NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio), il NIRDA (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali), nonché la sezione investigativa del Servizio CITES.

L’intento è stato quello di prevenire e contrastare con sempre maggiore forza il bracconaggio, il maltrattamento degli animali e il traffico illegale delle specie in via di estinzione.

Nel settore in questione i reati accertati nel periodo gennaio – ottobre 2010 sono stati 1.291, le persone denunciate 847 e i sequestri penali 926. Gli arresti sono stati 3. Gli illeciti amministrativi sono stati 4.147 per un importo notificato di 2,6 milioni di euro. I controlli effettuati sono stati 107.228, le persone e i veicoli controllati rispettivamente 47.741 e 3.517.

Un’altra attività d’importanza primaria è rivestita dalla prevenzione del dissesto idrogeologico che si attua prevalentemente con l’attenzione alla conservazione delle foreste esistenti e il rimboschimento: come ha spiegato il Prof. Piermaria Corona, docente di dell’Università degli Studi della Tuscia, il dissesto costituisce un’emergenza assoluta da affrontare prontamente: “della superficie terrestre, il 40% del territorio è a rischio desertificazione, e il 50% di quello italiano. Contrariamente a quanto si crede, poi, la minaccia maggiore non è rappresentata dai cambiamenti climatici bensì alla cattiva gestione del territorio e da un incontrollato impatto antropico sulle zone boschive e rurali.”
Unanime appello indirizzato alla politica da parte dei docenti presenti, tra cui il prof. Giovanni Cannata dell’Università degli Studi del Molise, affinché sappia prendere decisioni di ampio respiro, sopratutto in termini di prevenzione: a fronte di fenomeni di dissesto non controllabili, l’Italia ha, del resto, una significativa tradizione di rimboschimenti e le caratteristiche del suolo italiano rendono il rischio contenibile.

In conclusione, l’ingegnere Cesare Patrone Capo del Corpo Forestale dello Stato ha lanciato un invito alla Protezione Civile, rappresentata ieri dal Prefetto Franco Gabrielli, a stilare una lista delle zone a rischio immediato di dissesto, così da poter indirizzare gli sforzi in modo coordinato ed efficace prima che il territorio subisca ulteriori danni. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).