GEAPRESS – A Misano Adriatico i paperi non finisco in padella, men che meno in quella dei locali. Si serve “ottimo pesce”, come dice il Comune, e questo è noto, salvo per chi è vegetariano.

Qualche dubbio, però, sulla sorte delle povere paperelle di Misano Adriatico, resta. Questo perché, in effetti, vi sono delle corrispondenze su quanto asserito dal Comune, ovvero un forte legame affettivo tra residenti e paperi. Tanto vero che addirittura da questi, anzi dalla stessa segnalante a cui fa cenno la presunta indagine resa nota dal Comune, arriva ora una versione diversa dal lieto fine della vicenda proposto nella comunicazione inviata a GeaPress dall’Amministrazione comunale.

La segnalante del 2 maggio (vedi rettifica del Comune in articolo GeaPress) non è d’accordo con la storia di mamma papera e del paperotto soccorso che addirittura, dietro consiglio del barista del vicino locale, sarebbe tornato in darsena (nella foto inviata dal Comune). Questo, con piacevole finale, era stato riferito dal Comune.

A me quel soccorso non sembrava poi tale, anzi. – dice a GeaPress la segnalante che chiede solo di non diffondere il suo nome – La femmina del Germano reale, quella che il Comune chiama “mamma papera” ha continuato per giorni a chiamare il suo piccolo. Per me era come un pianto, di sicuro lo cercava. Non solo è scomparso quel piccolo ma anche tutti gli altri con i quali il Comune asserisce, invece, essere stato ricongiunto. La Forestale è stata qui, ma dopo il prelievo. Non può smentirmi“. Dove sono finiti i paperottoli di Misano Adriatico?

Guai a riportare le voci dei pescatori, pur dicendo che non hanno avuto riscontro. Figuriamoci poi ad asserire che quelle anatre in darsena e nel vicino fiume sono state addirittura immesse. Voci, nulla più, senza diritto di cronaca. Chi può del resto intervistare una papera?

La nostra segnalante, però, invita a venire a contare quei paperottoli, anche perché, proprio quella “mamma papera”, come la chiama il Comune, a seguito di quell’episodio si sarebbe spostata dalla darsena al fiume.

La Forestale, da me contattata, è intervenuta sul posto ma il prelievo era avvenuto prima. Non possono dire diversamente. Anzi la poverina, la mamma papera – tiene a precisare la signora – si è trasferita per la seconda covata nel fiume ma lì le cose non vanno meglio e per questo ora ho deciso di allertare l’ENPA. Ho pensato di chiamare la Forestale che effettivamente è arrivata. Tutto, però, era già concluso. I pescatori sanno, quelle anatre interessano ad altri. Povere paperelle. In quel caso ho chiamato la Forestale e pure la Polizia Municipale. Questa storia mi risulta difficile da digerire. Ora al fiume le cose non vanno meglio e per questo ho deciso di rivolgermi all’ENPA, qualcuno mi deve aiutare“.

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