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GEAPRESS – Condannato ad essere carne da macello dalle politiche venatorie italiane, spesso additato dai giornali come mostruosa macchina che mette in pericolo l’incolumità pubblica, divenuto colpevole di uccisioni di uomini per poi scoprirsi che si trattava di animali braccati da ben armati personaggi, il cinghiale ha ormai guadagnato, suo malgrado, il podio più alto tra gli animali più odiati nel nostro paese.

La sua fama è ormai superiore a quella dei ratti, scarafaggi ed altri intelligenti abitanti di questo pianeta che hanno saputo sfruttare le infinite nuove nicchie offerto dalle modifiche anti ecologiche imposte dall’uomo. E’ passata in secondo piano finanche la “maledetta” nutria i cui stermini continuano ad apparire nelle cronache di mezza Italia, testimoniando, però,  quanto inutili siano le (molto popolari) politiche di eradicazione.

Ad addolcire le cronache del più odiato (e forse più mangiato, almeno tra i selvatici) animali della nostra fauna, ci pensa oggi la LIPU di Castel di Guido (RM) con un bel filmato di una madre con i suoi piccoli.

Ormai diversi anni addietro una nota trasmissione televisiva scatenò un mare di polemiche facendo ipotizzare ad una sua ospite che i cacciatori siano privi di anima. Ovviamente noi crediamo che non sia così, oltre al fatto che non serve scatenare il dibattito con una provocazione. Ad ogni modo se le anime esistono (ovviamente non intese quelle dei fucili) il cinghiale ne possiede di certo una molto nobile.  Buona visione

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