GEAPRESS – Guerra per il rispetto dei diritti di pascolo in alta Val di Susa. A doversi districare tra confini e mappe catastali, è il Corpo Forestale il quale deve intervenire a seguito di querele per pascolo abusivo. Sembra quasi di trovarsi di fronte ad una situazione tanto difficile da contenere (di fatto non vi sono confini naturali) quanto paradossale.

Un proprietario di un piccolo appezzamento si oppone alle ingerenze di Consorzi ed Associazioni di allevatori. Il problema evidentemente acquisisce anche una connotazione civilistica.

Ad ogni modo il Corpo Forestale di Torino è dovuto intervenire in località “Alpe Pequerel – Puy” nel Comune di Fenestrelle, ovviamente a seguito di querela per pascolo abusivo e introduzione di bestiame su fondo altrui. Un’altro episodio si è verificato in Alta Valle di Susa nel Comune di Cesana Torinese. Ad intervenire i Comandi Stazione forestali di Pragelato e Oulx. Secondo gli agenti forestali di Pragelato, la mandria risultava composta da oltre 150 capi bovini.

Di fatto, secondo la Forestale, è in atto una “guerra dei pascoli” nel comprensorio del “Lago Nero”. Infatti tra il titolare del diritto di pascolo e un proprietario di alcuni appezzamenti di terreni, residente a Cesana Torinese, non nuovo ad iniziative del genere, sono in corso segnalazioni che coinvolgono l’Autorità Giudiziaria. L’accertamento sui luoghi, oltre a stabilire l’effettuazione o meno del pascolo ha comunque evidenziato la difficoltà stessa di individuare alcune particelle di terreno sulle quali il querelante intendeva esercitare il proprio diritto di proprietà vietandone il pascolo. L’intera problematica è stata rimessa alla Procura di Torino con riferimento al reato di pascolo abusivo.

GeaPress rileva a questo proposito un altro reale paradosso sempre comunque legato al diritto di proprietà. Se lo stesso proprietario volesse opporsi all’ingerenza di un cacciatore ovviamente armato, non potrebbe farlo se questo rispettasse i limiti stabiliti dalla legge sulla caccia in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 842 del Codice Civile. In Italia, infatti, è consentito l’ingresso nei fondi privati anche se recintati per tutto il loro perimetro con rete metallica o muro, di altezza inferiore a mt 1.20. Analoga impossibilità permane anche nel caso di terreni privati delimitati addirittura da corsi d’acqua perenni se di profondità inferiore ad un metro e mezzo, o se largo meno di 3 metri. In pratica, impedire l’ingresso ad un cacciatore all’interno di un proprio fondo è cosa da nababbi. Con il pascolo, invece, le cose vanno diversamente. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).