daniza con cuccioli
GEAPRESS – Un nuovo Atto parlamentare che fa seguito ad un primo intervento firmato da ben 19 parlamentari Cinque Stelle. Al centro dell’attenzione  la vicenda dell’orsa Daniza ed il destino dei due cuccioli rimasti orfani, ma un richiamo altresì  alla sorveglianza dovuta dall’Italia, in quanto stato membro della UE, sulla conservazione delle specie di interesse comunitario. In tale contesto venivano già chieste quali azioni di tutela fossero state adottate per i due cuccioli della povera orsa, ma anche se corrispondevano a vero le voci sull’ampliamento di un’area sciistica ed il presunto contrasto che sarebbe derivato dall’esigenza di tutela degli orsi.

La nuova interrogazione, ora annunciata da UGDA (Comitato Ufficio Garante Diritti degli Animali), ripercorre le fasi del progetto europeo sollevando perplessità in merito ai finanziamenti ricevuti.

Il passo più significativo è però sul destino dei due cuccioli. Così come riportato nel testo dell’atto parlamentare che la Senatrice Taverna si starebbe apprestando a presentare, testo diffuso dall’UGDA, viene riferito come  “il periodo del letargo è vicino e i cuccioli  di Daniza di circa sette mesi (uno dei quali, la femmina, munita di radio-collare, che renderebbe facile la cattura dei piccoli che si muovono in coppia, per la messa in sicurezza) difficilmente potranno sopravvivere privati dell’assistenza della madre. In natura, infatti, i piccoli plantigradi seguono la madre e i suoi insegnamenti  fino ai 24 mesi di vita e  anche oltre, fino a 36 i cuccioli di orso rimangono con la madre per un periodo molto lungo, da 24 a 36 mesi e da lei imparano tutto. Solo dopo i due-tre anni se ne vanno per il mondo da soli. I peggiori nemici dei cuccioli di orso sono i maschi adulti; essi, pertanto, vanno catturati e posti sotto la tutela umana almeno fino a loro capacità di sopravvivere autonomamente”.

Dunque, ai Ministri competenti, viene chiesto “se vogliano disporre il sequestro preventivo e la cattura dei cuccioli di Daniza, rimasti orfani, al fine di salvaguardare la loro vita, per farli accudire in un centro specializzato finché siano autosufficienti e possano essere reinseriti in un parco nazionale in maniera progressiva e assististita“.

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