GEAPRESS – Nelle pretese da opera d’arte, dovrebbe essere una sorta di sperimentazione artistica. Il cavallo (morto) dovrebbe rappresentare quello di Riccardo III di Shakespeariana memoria.

L’artista svizzera che ha inscenato il povero cavallo, esposto penzoloni alla galleria d’arte contemporanea Zabriskie Point di Ginevra, non è nuova a provocazioni che dovrebbero stimolare la percezione delle persone. Per IHP (Italian Horse Protection), però,  quel “cadavere di cavallo che giace penzoloni sorretto da due cinghie” rappresenterebbe, invece, una scena di cattivo gusto più vicina ad una trovata pubblicitaria che ad un’opera d’arte.

Una percezione di tale opera che di certo non mancherà di suscitare ulteriori polemiche.

Per IHP, senza mezzi termini, si tratterebbe addirittura di una vera e propria strategia di marketing, che ha già suscitato vibrate proteste. C’è stato pure chi  ha espresso il suo rammarico scrivendo alla stessa associazione. Da qui la lettera inviata da IHP alla galleria d’arte contemporanea  ove si chiede, anche alla luce  delle lagnanze pervenute,  di “chiudere anticipatamente la macabra esposizione del cavallo“.

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