pit bull mare
GEAPRESS – Sequestrato a seguito di intervento delle Forze dell’Ordine a Palermo. Un cane combattente, in una delle non molte operazioni ove si è riusciti ad intervenire sul ring. Luoghi difficili per appuntamenti  veloci. Poche persone che assistono ed alcuni che garantiscono gli scommettitori. I Carabinieri arrivarono nel momento più opportuno. Ta Thai (il suo precedente nome è stato “cancellato” dai volontari) era ferito. Aggressivo con gli altri cani, ma dolcissimo con l’uomo. Chi lo aveva addestrato era stato bravo ad istigare in  lui l’odio verso i suoi simili.

Amorevolmente accudito dai volontari di Palermo, Ta Thai è custodito in un luogo che non viene reso noto. Forse, per la prima volta nella sua vita, ha preso il gusto della passeggiate. Per lui, ogni giorno, c’è la quotidiana razione di coccole. Infine il mare.

Le giornate sono molto belle – riferisce a GeaPress Alessandra Musso, responsabile cittadina della LIDA – Eravamo distanti da Palermo e l’acqua era limpidissima. Ta Thai ha sollevato il collo ed ha iniziato ad annusare in direzione del mare. Poi ha spalancato la bocca e socchiuso gli occhi, come a volerlo sentire ancora di più”.

Una spiaggia incantevole e solitaria, per fortuna molto lontana dai luoghi dove era stato sequestrato. Giornate limpide e tiepide con il mare sempre più invitante. Ta Thai, accompagnato sulla battigia, si è beatamente disteso come a farsi accarezzare dalle piccole onde.

Era beato – spiega Alessandra Musso – E’ stato molto commovente, di certo la prima volta che vedeva il mare, l’odore della salsedine, quella frescura rigenerante. Si è rotolato più volte e quando siamo andati via mi è sembrato più contento del solito. Ta Thai ha un carattere dolcissimo. Mi causa molta tristessa pensare  come lo hanno ridotto, ma stiamo facendo di tutto per dargli una vita dignitosa. Purtroppo – ha aggiunto la responsabile animalista – sappiamo che così non è per molti altri cani”.

Nelle mille impenetrabili viscere di Palermo, molti cani patiscono la sofferenza di un luogo piccolo e buio. Vengono addestrati ad odiare i loro simili; solo così il combattimento può avere corso. Purtroppo la legge 189/04, che dovrebbe punire chi maltratta gli animali, non è particolarmente significativa neanche contro chi li fa combattere. Basta pensare che l’arresto in flagranza di reato (peraltro facoltativo) è previsto solo nel caso vengano accertate esclusive aggravanti (come il coinvolgimento di minori) e solo per talune categorie di personaggi. Si tratta di  organizzatori e promotori dei combattimenti.

Soggetti molto difficili da individuare, mentre più comuni sono i ritrovamenti di allevamenti di cani da lotta. Per chi coinvolto in quest’ultimo giro, vale la stessa minore pena di un qualsiasi maltrattamento. Niente carcere (neanche facoltativo in flagranza di reato) perchè le pene reclusive sono molto al di sotto della soglia di punibilità. Tutti liberi, come nel caso di chi possedeva Ta Thai, ex combattente, che oggi, grazie ai volontari, si gode beato la  nuova vita, lontano dalla città.

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