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GEAPRESS – Via libera definitivo del Senato al DDL di riforma della Pubblica Amministrazione che, tra le varie articolazioni, all’articolo 8, comma 1 lettera a) sancisce in modo chiaro lo smembramento del Corpo Forestale dello Stato.

Lo ribadisce la Cisal Forestali la quale, con il suo segretario Valter Rossi afferma che in tal maniera il Paese non avrà più un Corpo di Polizia
espressamente dedicato alla tutela e alla salvaguardia del territorio. Dito puntato contro il federalismo che non avrebbe prodotto nulla di buono anzi, oggi più che in passato, sta evidenziando la forte incapacità delle Regioni a garantire risparmi di gestione e salvaguardia e valorizzazione dei propri territori. Secondo la Cisal si starebbe vivendo una situazione a macchia di leopardo, tuttavia le macchie sono sempre più evidenti e numerose. Solo negli ultimi giorni Firenze ha chiesto 20 milioni di euro per intervenire sui danni generati dalla tromba d’aria e altrettanto succederà in Cadore, senza contare quanto già accaduto nel recente passato con la Terra dei Fuochi, in Liguria o in Campania.

Chissà se il Governo ha mai fatto i conti di quanto costa al Paese in punti di PIL non avere una ampia visione centralizzata della gestione e del controllo dell’ambiente? Tutte queste emergenze e le tante, troppe, vittime dovrebbero far riflettere chi ci governa. Il Corpo Forestale dello Stato si è sempre impegnato per evitare quanto sta accadendo ma pensare che ottomila uomini e donne, su tutto il territorio nazionale, potessero essere sufficienti a garantire l’incolumità è un’illusione tanto azzardata quanto la scelta contraria, eliminarlo del tutto. Siamo convinti che ci sia poco da vantarsi per questa riforma, visto che si ipotizza una capacità di risparmio, presunta, di 0,4 % punti di PIL senza contabilizzare quanti se ne spendono in emergenze che spesso si protraggono per anni. Da cittadini ci batteremo fino in fondo per fermare questo scempio”. 

Questa non è una nazione che va a rilento è una nazione che retrocede. Il messaggio che mandiamo al Premier Renzi è che torni sui suoi passi e con senso di responsabilità, perché è questa che si chiede ad un Presidente del Consiglio, si adoperi per garantire un Decreto Legge che rafforzi il principio di tutela e di salvaguardia del territorio, si diverta con gli amici gufi ma civilmente si convinca che questa è una materia tecnica e non militare.”
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