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GEAPRESS – Il cherosene uccide i pesci, questi vengono mangiati dagli uccelli acquatici i quali, moribondi, finiscono nello stomaco di volpi e faine. Questo, in sintesi, quanto sarebbe stato appurato nella giornata di oggi dai volontari che si sono precipitati nei luoghi del disastro. Si sospetta un furto di carburante nell’oleodotto dell’ENI che ha purtroppo causato la diffusione del carburante  nel Maccarese.

Particolarmente colpito è il canale di Tre Cannelle, ma a preoccupare  è la rete di  drenaggio che si interseca con aree naturalistiche molto importanti. Tra queste,  l’area di svernamento del rarissimo Falco Sacro.

Ad evidenziare quanto sta succedento in queste ore nel Maccerese è Fulvio Mamone Capria, presidente nazionale della LIPU, che annuncia per domani la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica.

In due giorni – ha dichiarato a GeaPress Fulvio Mamone Capria – abbiamo recuperato poco meno di quaranta uccelli acquatici. Le specie coinvolte sono cormorani, aironi cenerini, alzavole, gallinelle d’acqua, ma quello che ci preoccupa sono gli animali che predano il pesce moribondo andando probabilmente a morire nei dormitoi“.

Il pesce che si rinviene nei canali, non presenta esternamente tracce di disturbo per i predatori. Non è, cioè, invischiato di petrolio o altre sostanze catramose. Il cherosene agisce in maniera più subdola. Il pesce non muore necessarimente in tempi brevi. Intossicato dal cherosene, si agita attirando ancora di più l’attenzione di chi in natura li preda.  Sono morti così numerosi uccelli acquatici, ma il meccanismo che si è innescato ha di fatto avvelenato i successivi anelli della catena alimentare. Due anatidi, tra cui una rara Volpoca, verosimilmente deceduti per avere mangiato il pesce avvelenato, sono stati a sua volta predati da mammiferi. Fino a che punto si spingerà l’effetto tossico del carburante? Cosa succederè ai microroditori che costiuiscono uno dei livelli più bassi della catena alimentare?

Di tutti gli animali trovati oggi – spiega il presidente della LIPU – abbiamo rinvenuto ancora in vita solo una Nutria, che è stata subito ricoverata presso il Centro LIPU di Roma. Temo, però, che gli effetti di questo avvelenamento possano estendersi oltre i confini dell’area individuata. Il vero pericolo è rappresentato dai pesci morti o  moribondi che andrebbero subito rimossi. Finchè rimarranno a galleggiare è chiaro che altri animali continueranno a nutririsi di loro“.

Nei luoghi erano oggi presenti volontari della LIPU e del WWF, oltre che semplici cittadini accorsi per prestare la loro opera appena saputo dello sversamento del cherosene.

Intanto, nei campi della zona, il Sindaco di Fiumicino ha disposto il divieto di utilizzo delle acque del Fiume Arrone dall’altezza del casello autostradale di Fregene dell’autostrada Roma-Civitavecchia  fino alla foce. Stesso divieto per le acque del Rio Palidoro. Secondo lo stesso Comune l’intervento della Capitaneria di Porto, lungo il fiume Arrone, risale alla scorsa notte. Nel corso di tale sopralluogo si sarebbero evidenziate le sostanze oleose nel tratto interessato del fiume Arrone.

Sopralluoghi sono stati inoltre disposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Civitavecchia, dal Comando Provinciale di Roma dei Vigili del Fuoco, dal reparto aeronavale della Guardia di Finanza, dall’ARPA, Protezione Civile e Polizia Municipale

Già nella giornata di ieri il Sindaco di Fiumicino Montino, aveva parlato di di “ingente danno ambientale”.

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