GEAPRESS – Quando nel 2012 la schiacciante maggioranza degli italiani venne espressa nel rapporto Eurispes come contro la sperimentazione animale e la caccia, si scatenò qualche polemica. Qualcuno, poi, cercò di portare a risultati contrapposti. Finanche un curioso sondaggio su chiave regionale che avrebbe dovuto evidenziare l’affezione degli italiani (chissà perchè poi) alla caccia.

Ed invece, il rapporto Eurispes 2013 consolida ancora di più quanto già rilevato l’anno scorso. Alla domanda secca (senza, cioè, eccessivi rompicapi e domande quasi al limite della tendenziosità) gli italiani si esprimono per l’87,3% contro la sperimentazione animale. Dunque gli animalisti dovranno rivedere un loro slogan diventato ormai famoso, ovvero il “siamo l’86%”, così come rilevato nel 2012 (per l’esattezza 86,3%, rapporto Eurispes 2012).

Secondo l’Eurispes vi è una maggiore sensibilità verso il rispetto dell’animale, piuttosto che verso la ricerca spasmodica di eventuali successi legati alla sperimentazione dolorosa sugli esseri viventi.

Per non parlare della caccia, poi. Le affezioni verso i seguaci di Diana crollano al di sotto del 20%. Quasi due punti percentuali in meno, dal 21,4% del 2012 al 19.9%  del 2013. Due punti percentuali in più, invece, li guadagnano  i vegetariani  che si attestano su un totale del 6% (4,9% vegetariani ed 1,1 vegani). Diverse valutazioni, tra i due sessi, se la scelta è indotta da sensibilità verso gli animali, oppure questioni salutiste. Nel primo caso vi è una decisa preferenza da parte delle donne.  Si tratta nel complesso di persone comprese tra i 25 ed i 34 anni.  Anche in questo caso sono di più le persone che  scelgono di diventare vegetariane  per il rispetto nei confronti dei viventi.

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