forestale
GEAPRESS – Un rapporto a tinte fosche quello redatto dall’Eurispes per l’anno 2015. Valga per tutti il dato sulle persone che si rivolgono ai compro-oro: sono sempre meno perchè non c’è più nulla da vendere. Due mondi, forse, che sembrano non capirsi come il Corpo Forestale dello Stato che supera con il suo 64,6% la fiducia risposta nella Polizia di Stato che si attesta al 63%. E’ la stesso Eurispes a sintetizzare il pensiero con il quale si ama definire il Corpo Forestale dello Stato: “sentinella dei tesori ambientali”. Lo stesso Corpo, tra l’altro, rivela da solo oltre il 50% dei reati ambientali nelle Regioni ove opera. Peccato, però, che il Governo ne ha sancito l’assorbimento nell’Arma dei Carabinieri …

Forse colpa della crisi, ma continua a diminuire il numero di persone che accolgono un animale in casa: dal 39,4% al 33%. Valori che iniziano ad essere lontani dal 2013 quando si è avuto il picco del 41,7% di cui, poco più della metà, adottati.

Probabilmente, riferisce il rapporto Eurispes, ad essere diminuito negli italiani non è l’affetto verso il mondo animale, ma la disponibilità economica. In pratica non si “rimpiazzano” più come prima gli animali deceduti. Un altro segnala della crisi incalzante, è la quota mensile destinata alle cure. Addirittura l’81,9% non oltrapassa le 50 euro mensili.

Gli animali, però, continuano ad essere amatissimi. Nonostante campagne pubblicitarie e contro sondaggi, i settori notoriamente attaccati dagli animalisti continuano a registrare, sempre secondo il Rapporto Eurispes, tassi di gradimento bassissimi. “Gli italiani si schierano contro l’attività legata alla produzione di pellicce utilizzando animali (90,7%), la sperimentazione (87%), la caccia (78,8%), i circhi (68,3%) e i delfinari (64,8%). Inoltre, sono favorevoli all’accesso degli animali da compagnia nei luoghi pubblici (56,5%) e nelle strutture ricettive (56,8%), e caldeggiano una legge che equipari gli equidi (cavalli, asini, ecc.) agli animali da affezione e impedirne la macellazione (64,4%). Gli zoo restano amati da circa la metà del Paese (46,7%), nonostante anche questo dato sia in calo rispetto all’anno passato in cui si attestava a quota 56,2% (-9,5%)”.

Aumentano ancora i vegetariani mentre sembrano dimunuire i vegani. I primi raggiungono il record storico del 5,7% mentre per chi non si alimenta neanche di derivati come latte e uova, il passo indietro apparirebbe netto. Si passa dall’1,1 del 2015 ad appena lo 0,2 del 2015.

Nel complesso, a proposito del grado di affezione al mondo animale, sembrano reggere gli ideali anche se per alcuni settori si registra una lieve tendenza all’invecchiamento delle classi di età che più hanno a cuore questo problema. Peccato per il Corpo Forestale dello Stato. E’ tra i primi come gradimento ma il suo futuro sembra essere stato cancellato.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati