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GEAPRESS – Conferme ma anche novità nel Rapporto Italia 2015 dell’Eurispes, in merito al feeling che gli italiani nutrono per il mondo animale. Secondo il noto istituto, gli italiani si schierano con percentuali altissime (90,7%) contro la produzione di pellicce, mentre un valore di tutto rispetto, che riconferma le statistiche degli anni passati, si registra in tema di sperimentazione animale. L’87% non la vuole, mentre con un decina di punti percentuali in meno (78,8%) manderebbero al chiuso i fucili dei cacciatori (78,8%). Niente più cattività animale nei circhi (68,3%) ed addirittura nei delfinari (64,8%).  Meno sottotono sono gli zoo, ma anche loro non riportano un buon voto nella scala delle preferenze degli italiani. A volerli sono il 46,7% dei cittadini intervistati. Un dato in calo rispetto all’anno scorso quando ad amare gli animali in cattività era il 56,2%.

Di contro, la maggioranza degli italiani è favorevole all’accesso di animali da compagnia in luoghi pubblici (56,5%) e nelle strutture ricettive (56,8%). Di rilievo quanto evidenziato sugli equidi. Ce ne sarebbe abbastanza per inserirli tra gli animali d’affezione. Il 64,4%, infatti, non li vuole macellati.

Tutto sommato si tratta di dati che confermano il trend positivo già evidenziatosi negli anni passati, con buona pace degli sforzi profusi in casa avversaria al fine di promuovere temi impossibili quali la sperimentazione animale e la caccia.

Sorprende, invece, il minor numero di italiani che adottano animali. Un trend negativo nel corso di più anni, passato dal 55,3% del 2013 ad appena il 33% del 2015. L’Eurispes, però, afferma che ad essere diminuito non è l’affetto degli italiani verso gli animali, ma la paura della crisi economica. Si spende meno e questo spinge gli italiani a non “rimpiazzare” gli animali che muoiono.

La crisi, cioè, sarebbe la vera causa di quanto segnalato nell’indagine Eurispes con i veterinari del Fnovi: la tendenza alle adozioni o ad accogliere un animale in casa si è molto contratta. In particolare ben l’81,9% di chi possiede un animale in casa, non intende spendere più di 50 euro al mese per il proprio beniamino. Quasi una visita dal veterinario, senza considerare medicinali, eventuali interventi chirurgici e mangimi particolari.

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