cane a catena
GEAPRESS – La recente Legge Regionale del 29 marzo 2013 che vieta la catena come strumento di detenzione dei cani, ottenuta grazie alla mobilitazione conseguente allo sciopero della fame dell’attivista ravennate Davide Battistini, potrebbe essere ora a rischio. Stante quanto comunicato dall’associazione Essere Animali, consiglieri del PD e del PdL starebbero tentando di eliminare la parte relativa alle misure minime di detenzione.

In effetti  lo scorso maggio, i consigliere Luca Bartolini, Fabio Filippi e Marco Lombardi (Pdl) presentarono un progetto di legge regionale il quale, come unico articolo, prevedeva l’abrogazione della disposizioni recentemente introdotte. Si tratta, rilevava allora lo stesso Ufficio Stampa del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, della norma che  prescrive ai cittadini intenzionati di prendersi cura di un animale di “garantire un ricovero i cui requisiti strutturali minimi non differiscano da quelli previsti per i reparti di ricovero ordinario dei canili e gattili autorizzati sul territorio regionale”. Secondo i consiglieri, invece, tale norma “appare una forzatura che urta il buon senso, mette a rischio non solo la detenzione ma anche l’adozione e il commercio di tali animali d’affezione da parte di privati cittadini”.

Dunque, ancora una volta, commercio prima di tutto.

Si tratta – afferma Francesco Ceccarelli coordinatore delle attività di Essere Animali – di un controsenso che permetterebbe ai privati proprietari di cani di detenerli in condizioni peggiori rispetto a quelle che i canili sono tenuti a rispettare”. La legge, affermano da Essere Animali, fissa i parametri minimi per tutti quei proprietari che detengono cani all’interno di recinti. Almeno dieci metri quadrati a disposizione (di cui almeno il 30% al coperto) a condizione che il cane abbia anche la possibilità di passare del tempo in almeno 150 metri quadrati di giardino recintato. Previsti inoltre, almeno 20 metri quadrati a disposizione qualora non sussista quest’ultima condizione.

Ai tre consiglieri del Pdl si sarebbe ora aggiunto, sempre secondo Essere Animali, anche un esponente del PD.

Abbiamo diffuso un appello per chiedere ai componenti dell’Assemblea Legislativa di non approvare questo emendamento – ha dichiarato Simone Montuschi portavoce dell’associazione – E’ assurdo che la prima regione in Italia ad aver adottato il divieto di detenzione dei cani alla catena poi non garantisca di conseguenza adeguati parametri per i box. Considerando che le esigenze dei cani così come di tutti gli altri animali vanno oltre le semplici necessità fisiologiche ma investono peculiarità fisiche, come il diritto al movimento, o psicologiche, come il poter socializzare, una vita trascorsa in un recinto è già inevitabilmente densa di privazioni. Inammissibile dunque che si voglia anche peggiorare questa situazione”.

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