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GEAPRESS – Sette i Partiti Animalisti che hanno partecipato alla tornata elettorale 2014. In due casi, Olanda e Germania, sono riusciti ad eleggere un proprio rappresentante al Parlamento Europeo. Nel caso olandese, poi, la percentuale raggiunta è addirittura del 4,2%.

Sette paesi per altrettanti Partiti Animalisti che non hanno cercato accordi o ammiccamenti con le altre formazioni politiche. Dritti per la loro strada, invitando al voto e credendo solo nell’utilità di una rappresentanza animalista a Bruxelles. In molti casi sono caratterizzarti da una diffusa presenza sul territorio; sedi locali e suddivisioni di competenze e professionalità.

In Inghilterra  era presente l’Animal Welfare Party che, nella regione di Londra, ha raggiunto lo 0,96%. Un risultato che non lascia molto soddisfatti gli animalisti ma che comunque rappresenta un primo passo su una strada, quella europea, finora mai percorsa. Fondato nel dicembre 2006 l’Animal Welfare Party ha come suo leader Vanessa Hudson che si è oggi complimentata per i buoni risultati raggiunti dal Partito animalista tedesco ed olandese.

Nel primo caso si tratta del Partei Unwelt Mensch Tierschutz – Tierschutspartei (Partito per l’Umanità, l’Ambiente e gli Animali) che, grazie all’1,2% raggiunto, ha eletto al Parlamento europeo Stefan Bernhard Eck (nella foto). Fondato nel 1993, il Partito raggiunge, con le elezioni europee, il migliore risultato della sua storia con la sola esclusione della tornata elettorale del 2009 in Sassonia, dove arrivò al 2,1% dei consensi.

In Olanda, invece, un risultato sorprendente per il Partji voor De Dieren (Partito per gli Animali). Con il suo 4,2% di preferenze manda al Parlamento Europeo Anja Hazekamp (nella foto). Fondato nel 2002 e diffuso in tutte le province olandesi i militanti devono dichiarare la propria contrarietà alla caccia, e di non essere impegnati in altri settori quali quello zootecnico e della pesca. Fondato nel 2002, presenta un elettorato in crescente ascesa ed i suoi rappresentanti risiedono sia al Parlamento olandese che in più strutture amministrative regionali.

Il raggruppamento dei Partiti Animalisti dei sette paesi aveva ricevuto sponsors d’eccezione tra cui il notissimo presentatore americano Bob Barker al quale, non a caso, Sea Shepherd dedica il nome di una sua nave. In tale occasione aveva dichiarato che “gli animali non votano, ma hanno lo stesso diritti“. Da qui l’invito a votare nei rispettivi paesi i partiti candidati perché, concludeva Bob Barker, “per gli animali non esistono confini“.

In Spagna vi è, invece, il PACMA che già nella sua denominazione (Partido Antitaurino Contra el Maltrato Animal) precisa il suo essere anti corrida. Tutti, però, lo conoscono come  Partito Animalista Spagnolo. Fondato nel 2002 è presente in molte regioni del paese e rappresenta ormai la seconda forza extraparlamentare spagnola. Alle elezioni politiche del 2011 ha raccolto oltre 100.000 voti alla Camera dei Deputati. Il sistema elettorale spagnolo sbarra però la strada ai partiti minori. Alle ultime elezioni europee ha ottenuto 176.000 preferenze rivendicando, con orgoglio, una spesa di appena 40.000 euro.

In Portogallo, invece, era presente il PAN (Partido pelos Animais e pela Natureza) che ha rafforzato la precedente esperienza elettorale nazionale del 2011 aumentando i suoi consensi (1,04% ) e raggiungendo la percentuale dell’ 1,72%. Una cifra, comunque, insufficiente ad eleggere un  rappresentante. Nella sua presentazione per le europee così ha dichiarato agli elettori: “l’attuale modello economico e finanziario ha come obiettivo finale l’accumulazione illimitata di ricchezza a qualsiasi costo ed a scapito del pianeta, per le persone e per gli animali“. Dunque tra gli scopi del Partito vi è quello di creare un modello di sviluppo sostenibile in funzione della protezione della natura senza il quale si rischia di compromettere la nostra civiltà e la nostra stessa specie.

In Svezia c’è il Djurens Parti. Bassino il risultato raggiunto, pari allo 0,19%, ma era la prima esperienza elettorale che si completa con la gioia per la strada tracciata dai  Partiti Animalisti tedesco ed olandese.

Chiude, in ordine di apparizione, l’Animal Party Ciprus. E’ sorto appena nel gennaio di quest’anno e per questo si dice contento dei risultarti raggiunti. Sebbene non vi sia stato il tempo per visitare ogni centro abitato di Cipro, non vi è località che non abbia espresso dei voti. I maggiori risultati sono, comunque, nei grossi centri.

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