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GEAPRESS – Dal 1 gennaio, circa 8 mila agenti del Corpo forestale dello Stato entreranno a far parte dell’Arma dei Carabinieri mantenendo le stesse funzioni e specialità. Lo annuncia un comunicato dello stesso Corpo Forestale che sottolinea come in tale maniera nasce il nuovo “Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare” ossia, afferma sempre la Forestale, sarà la polizia ambientale più forte d’Europa.

La nuova riorganizzazione è stata presentata ieri dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, dal Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e dal Capo del Corpo forestale dello Stato Cesare Patrone.

È importante chiarire che questo grande lavoro che noi abbiamo fatto in 12 mesi per arrivare alla nascita di questa che sarà la polizia ambientale più forte d’Europa unendo le forze dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo forestale dello Stato – sottolinea il Ministro Martina – è una grande opportunità per tutto il Paese, per presidiare meglio alcuni settori fondamentali come l’ambiente, i boschi e le foreste, e il sistema agroalimentare. Ci sono tutte le condizioni perché questo accada – ha sottolineato il Ministro – e la professionalità dei Forestali e dei Carabinieri lo dimostreranno”.

Il nuovo Comando sarà posto alle dipendenze funzionali del Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali e la quasi totalità degli agenti del Corpo forestale dello Stato entreranno a far parte dell’Arma dei Carabinieri, mantenendo le stesse funzioni attuali.

Tutto il personale continuerà a svolgere esattamente le stesse funzioni che già oggi assolve e lo farà presso le stesse sedi a cui è assegnato – rassicura il Comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette – Il personale non avrà assolutamente nessuna penalizzazione sul piano della sede, su quello dei compiti da svolgere e sulle aspettative di progressione di carriera. Sul piano logistico, infrastrutturale, dei mezzi e dei servizi – prosegue Del Sette – è chiaro immaginare che ci saranno una serie di sinergie, che consentiranno di ridurre sensibilmente i costi”.

Noi oggi abbiamo a che fare con i grandi reati ambientali legati alla malavita internazionale e alla criminalità organizzata – sottolinea Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato – e con la forza dei Carabinieri e con la cultura dell’Arma possiamo davvero diventare un modello all’avanguardia. L’ambiente si protegge rimanendo sul territorio – prosegue Patrone – e le forze di polizia che stanno sul territorio sono i Carabinieri e i Forestali. La nostra è stata un’operazione culturalmente intelligente e gli altri ci dovranno copiare. Non bisogna essere ideologici ma antropologici. Le ideologie – conclude Patrone – sono finite, non c’è differenza nelle vite di un comando stazione dei Carabinieri e uno del Corpo forestale dello Stato”.

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