GEAPRESS – Nei giorni scorsi il Nucleo Ambientale della Polizia Municipale di Molfetta, al Comando del Ten. Gaetano Camporeale, su segnalazione delle Guardie Volontarie della LAC Puglia, ha sorpreso un agricoltore intento a prelevare acque reflue dalla conduttura intubata dell’emissario Savanella per scopi irrigui.

L’uomo, un settantenne di Terlizzi, proprietario e conduttore di un fondo rustico di oltre 2 ettari in contrada Morigine, nelle immediate vicinanze dei depuratori di Ruvo e Terlizzi, aveva escogitato un sistema rudimentale ma efficace e molto economico poiché non necessitava di apparecchiature elettromeccaniche per il prelievo.

Aveva realizzato un’asta metallica, della lunghezza di circa 3 metri, alla cui estremità era stata saldata una piastra circolare del diametro di circa 40 cm, avvolta da stracci. L’agricoltore inseriva l’asta in un pozzetto di ispezione e, grazie alla piastra, bloccava il deflusso delle acque reflue a valle.

Il livello dell’acqua saliva, fino a tracimare e, attraverso solchi scavati nel terreno, si distribuiva in tutto il fondo adibito a frutteto, uliveto e piccolo orto.

Le coltivazioni erano, dunque, completamente irrigate con acque provenienti dal depuratore di Ruvo/Terlizzi, che potrebbero essere potenzialmente inquinate, come recitano le Ordinanze sindacali e quelle dell’Assessorato regionale alla Sanità. In molti ricorderanno, tra l’altro recenti episodi di cronaca giudiziaria, che hanno messo in luce come gran parte dei depuratori locali funzionino malissimo o il più delle volte non funzionino affatto.

L’uomo è stato denunciato a piede libero all’autorità giudiziaria di Trani per violazione degli artt. 635 e 650 del CP (danneggiamento di cose e violazione di ordinanze regionali e sindacali) mentre l’asta metallica posta sotto sequestro; titolare del fascicolo è la dottoressa Conticelli.

Nei prossimi giorni, invece, saranno effettuati accertamenti sulle condizioni del terreno dal punto di vista sanitario, per verificare la presenza o meno di probabili fonti di inquinamento.

Pasquale Salvemini della LAC Puglia ha ribadito che in questi giorni continuerà l’attività di controllo «al fine di evitare il continuo prelievo abusivo da parte di agricoltori senza scrupoli che non curanti conducono, poi, i propri raccolti sia all’interno del mercato ortofrutticolo locale sia alla vendita in forma ambulante. L’attività di controllo sarà ancor più pressante viste le condizioni meteo in cui versa la nostra regione in queste ultime settimane. Non va dimenticato, tra l’altro, che solo lo scorso anno 5 agricoltori molfettesi furono condannati in primo grado dal Giudice Monocratico di Molfetta, Lorenzo Gadaleta, per analoghi episodi».

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