tasso trappole
GEAPRESS – Chiusura del Corpo Forestale dello Stato ed un “supposto” riordino delle Polizie Provinciali. Lo ricorda l’Associazione Italiana Polizia Ambientale dopo che la Commissione Affari Istituzionali del Senato ha approvato l’emendamento del Relatore Senatore Pagliari che parrebbe aver sancito la fine del CFS e l’indefinito futuro della Polizia Provinciale.

L’AIPA si chiede però a cosa serve tutto ciò.

Le due forze di polizia che fino ad oggi si occupavano di TUTELA AMBIENTALE e lotta alle ECOMAFIE – riporta l’AIPA – sono destinate a sparire, sciolte all’interno di nuove strutture senza una chiara linea strategica, paventando un risparmio ed una razionalizzazione che a conti fatti pare non vi sia. Già diversi esponenti politici ( Sen. De Petris per SEL e Sen. Crimi per M5S) e associazioni ambientaliste si sono espresse in merito, alcuni ritenendo questa operazione un regalo alle Ecomafie… Non ultimo il Sen. Pagliari (relatore di maggioranza per il DDL 1577 Madia) il quale ha espresso forti preoccupazioni in merito ad “un’invasione di campo del MEF” sul tema delle Polizie Provinciali“.

E proprio sul Ministero delle Finanze e dell’Economia, parte una frecciatina dell’Associazione. Il riferimento è al Vice Ministro Morando che apparterrebbe all’Intergruppo Parlamentari Amici del Tiro, della caccia e della pesca. La supposta ingerenza viene commentata con i puntini …, “forse è solo una preoccupazione infondata“.

Confidiamo – ha aggiunto l’AIPA – che il Parlamento sappia dare la giusta considerazione a questa scellerata ipotesi e che si inizi finalmente a dare le giuste priorità alle riforme del Paese. L’Italia è un fiore all’occhiello per le bellezze naturali, e questo patrimonio, che garantisce un ingente flusso economico in termini di turismo e produzione agroalimentare, rischia di essere abbandonato a se stesso alla mercè dei criminali. Con la soppressione delle Province e dei relativi Corpi di Polizia Provinciale e la paventata chiusura del Corpo Forestale dello Stato all’interno della Polizia di Stato (nella quale non è chiaro che funzioni svolgerebbe), la vigilanza ambientale, che richiede presenza capillare sul territorio ed esperienza specifica e specializzata, viene messa a repentaglio proprio mentre il Parlamento si appresta ad approvare finalmente una severa normativa in materia”.

Nella sua attività la Polizia Provinciale ha proceduto all’ accertamento di 3440 reati ambientali all’anno, alla contestazione di 27.531 sanzioni amministrative ( gestione rifiuti, tutela acque e del territorio, emissioni in atmosfera, salvaguardia del patrimonio faunistico e ittico), oltre che provvedere al coordinamento di 12.330 guardie volontarie delle associazioni ambientaliste, venatorie e delle associazioni degli agricoltori. (dati Sose 2010 opencivitas.it).

Questa attività che si è concretizzata attraverso oltre 100.000 controlli non si produrrebbe più, sottolinea sempre l’AIPA – qualora il personale e il patrimonio di esperienze e conoscenze in una materia peculiare come quella ambientale fossero disperse in enti o organizzazioni che nulla hanno a che vedere con dette funzioni.

Secondo il rapporto Ecomafie 2014 di Legambiente, nel 2013 i soli 30 Corpi di Polizia Provinciale (su circa 90) che hanno risposto al questionario hanno rilevato 1.964 illeciti penali, fatte le debite proporzioni è lecito supporre, in mancanza di dati aggiornati, che nel complesso gli illeciti penali rilevati nel 2013 dalle Polizie Provinciali siano circa 4.000/5.000, quindi circa 1/3 del totale.

L’appello di A.I.P.A. viene ora rivolto a tutti coloro che hanno a cuore l’AMBIENTE affinché non facciano mancare la loro forza nel contesto delle riforme governative, facendo sentire la propria voce e la propria contrarietà, al fine di completare un processo che doti anche l’Italia degli strumenti necessari ad una vera
TUTELA AMBIENTALE.

Questo l’emendamento approvato dalla Commissione Affari Istituzionale

All’emendamento 7.501, al comma 1, lettera a), sostituire le parole da: «razionalizzazione e potenziamento» fino alla fine della lettera con le seguenti: «razionalizzazione e potenziamento dell’efficacia delle funzioni di polizia anche in funzione di una migliore cooperazione sul territorio al fine di evitare sovrapposizioni di competenze e di favorire la gestione associata dei servizi strumentali; riordino delle funzioni di polizia di tutela dell’ambiente, del territorio e del mare e nel campo della sicurezza e dei controlli nel settore agroalimentare conseguente alla riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato, ed eventuale assorbimento del medesimo nelle altre Forze di polizia, ferma restando la garanzia degli attuali livelli di presidio dell’ambiente, del territorio e del mare, della sicurezza agroalimentare e la salvaguardia delle professionalità esistenti, delle specialità e dell’unitarietà; riordino dei corpi di polizia provinciale, in linea con la definizione dell’assetto delle funzioni di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, escludendo in ogni caso la confluenza presso le forze di polizia.».

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati