terra dei fuochi
GEAPRESS – Continuano le operazioni di scavo presso l’area denominata “ex Pozzi Ginori” situata tra i comuni di Calvi Risorta e Sparanise, in provincia di Caserta.

Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato del Comando di Calvi Risorta stanno infatti eseguendo, in questi giorni, su delega della Procura dellaRepubblica di S. Maria Capua Vetere, le indagini nell’area che  versa in una condizione definita di profondo degrado e abbandono.

Secondo gli inquirenti l’area sarebbe stata  utilizzata per attività di gestione illecita di rifiuti da parte delle diverse ditte e società che hanno operato nel corso degli anni, a partire dagli anni ’70.

I Decreti di ispezione nei luogi sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere fin dal settembre 2014. I tecnici dell’A.R.P.A.C. di Caserta, grazie anche alla particolare strumentazione di diradiometro/spettrometro e rilevatore chimico in dotazione ai Vigili del Fuoco di Caserta, hanno eseguito la ricerca di potenziali sostanze radioattive o di altre sostanze chimiche dannose all’ambiente e all’uomo, mentre  il personale del Corpo forestale dello Stato ha proceduto alle cosiddette attività tecniche indirette, svolte attraverso il geomagnetometro.

Grazie a tali attività, sono stati individuati nell’area oggetto di accertamento dei punti che presentavano picchi magnetici fuori norma, indizio della possibile presenza di rifiuti metallici. La Procura aveva iscritto il relativo procedimento penale nel maggio 2014 e, a seguito di prime verifiche, aveva emesso decreti di ispezione eseguiti, nel giugno di quest’anno dal personale della Forestale, delegato per le indagini.

Hanno così avuto  inizio gli scavi veri e propri, preceduti da attività di “pulizia” del suolo da rovi e sterpi.

Nel corso dei preliminari accertamenti, sarebbero stati rinvenuti rifiuti industriali e qualche fusto contenente presumibilmente solventi. Dagli scavi eseguiti anche con l’aiuto anche del 21^ Reggimento del Genio guastatori di Caserta sono emersi, invece, rifiuti stratificati ed intervallati a terreno vegetale. Si tratta, in questo caso, di imballaggi in carta e cartone, plastica, pannelli e scarti di rivestimenti in formica, film, metalli,bottiglie di vetro, scarti della lavorazione della ceramica (sanitari), vernicie smalti, tubazioni in PVC e residui del trattamento superficiale della plastica, polimeri ed altri materiali in corso di classificazione.

Il 15 giugno 2015, nel corso di ulteriori scavi, sono stati evidenziati altri rifiuti, tra i quali dei sacchi che riporterebbero  scritte di note ditte italiane ed estere. Ad essere rinvenuti sono anche 4 fusti di cui uno riportante un marchio produttore di vernici.

La polizia giudiziaria ha proceduto al sequestro probatorio dei rifiuti mentre il materiale rinvenuto è in fase di campionamento da parte dell’ARPAC di Casetta. Solo dopo l’esito delle analisi dei campioni prelevati, si potrà valutare l’effettiva natura degli stessi e, quindi, l’eventuale potenzialità dannosa per le matrici ambientali. Tale precisazione, spiega il Corpo Forestale dello Stato, appare opportuna per evitare nella popolazione inutili allarmismi che, allo stato non sono supportati da dati scientifici concreti .

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