terra dei fuochi
GEAPRESS – Fanghi industriali e rifiuti ospedalieri con lastre di radiografie bruciate. Questo quanto sarebbe stato rinvenuto a seguito degli scavi eseguiti a Casal di Principe (CE) dal Corpo Forestale dello Stato.

I fanghi  sono stati rinvenuti nella trincea di terreno, nella quale gli uomini della Forestale lavorano già da lunedì mattina. La diversa colorazione del terreno, più scura, ha fatto immediatamente pensare all’eventualità di sostanze tossiche. L’ipotesi potrebbe essere avvalorata dall’olezzo acido delle sostanze, probabilmente idrocarburi, benzina ed oli.

A guidare la Forestale incaricata dai Pubblici Ministeri  Giovanni Conzo e Luigi Landolfi della DDA di Napoli, sono state le dichiarazioni dell’ex camorrista Carmine Schiavone, diventato poi collaboratore di giustizia e morto d’infarto lo scorso febbraio.

I primi risultati delle analisi eseguiti sulla terra e sull’acqua sono attesi per oggi.

Quel che appare diverso rispetto a tutti gli altri casi – spiega Rosa Codella, Commissario Capo del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Napoli del Corpo forestale dello Stato – è l’enorme quantitativo di materiale plastico che viene trovato in ogni stratificazione. Plastica di sacche si trovano praticamente in ogni punto, come se fossero state ammassate e buttate giù. All’origine potevano contenere qualsiasi cosa, da materiale organico a rifiuti speciali e pericolosi”.

Anche negli scavi di oggi sono stati rinvenuti altri rifiuti ospedalieri, sempre nella stessa zona. Le indagini proseguiranno anche per tutta la giornata di domani.

La falda acquifera è stata già trovata all’altezza di nove metri in due diversi punti. In uno di questi sono venuti fuori i fanghi. Non è però detto che la falda sia stata inquinata, visto che è in continuo movimento.  Le lastre e altri rifiuti ospedalieri, invece,  sono stati rinvenuti praticamente in superficie ad una altezza di poco più di quattro metri. Rifiuti cimiteriali, pneumatici e materiali da risulta erano già venuti fuori nei giorni scorsi e in diversi punti.

Il terreno di poco più di un ettaro, si trova nell’entroterra casalese, nell’area destinata alle coltivazioni, ed è infatti circondato da campi che anche ieri continuavano ad essere normalmente irrigati.

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