mucche a terra II
GEAPRESS – Una lunga serie di interventi, aventi ad oggetto il semestre europeo di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

Ben cinque mozioni tutte centrate sul benessere animale e gli impegni che il  Governo italiano dovrebbe assumersi.

Un po’ tutti gli schieramenti polici ne hanno preso parte, spaziando dall’orsa Daniza, ai richiami vivi, fino al randagismo ed al commercio di cuccioli e la vivisezione. Unica eccezione la Lega Nord che, nella sua mozione, riduce la questione del benessere animale al solo problema della cosiddetta macellazione rituale.

Appare comunque improbabile che in sei mesi,  si riesca a recuperare la pluridecennale distrazione che contraddistingue il settore. Ad ogni modo, quanto riferito giovedì scorso alla Camera dei Deputati rappresenta un segnale importate dell’attenzione che vi è sull’argomento.

Uno spunto particolare e forse inatteso è  stato quello portato in Aula dall’On.le Paolo Cova (PD), Medico Veterinario eletto in Lombardia, regione di allevamenti e non sempre di posizioni prettamente animaliste (vedasi questione caccia e richiami vivi).

L’On.le Cova ha infatti deciso di centrare il suo intervento dedicando ampio spazio alle questione delle mucce a terra.

Si tratta, come è noto, dei bovini stabulati in stalla e non più in grado di reggersi sulle  zampe. Per loro, molte volte, sono stati documentati incredibili e dolorosi viaggi verso i macelli. Per l’On.le Cova, però, le mucche a terra andrebbero curate, al pari di cani, gatti ed uomini.

Le norme europee, ha preliminarmente ricordato l’On.le Cova nel suo intervento, prevedono infatti che questi animali debbano essere abbattuti.

Ad ognuno di noi – ha riferito alla Camera dei Deputati l’On.le Cova – capita di potersi fare male, di rompersi una gamba: viene trasportato in un ospedale. Un cane, un gatto, che subisce un incidente viene trasportato in una clinica veterinaria, in un ospedale veterinario. Per le vacche o per gli animali da reddito questo no, perché per il loro benessere non avviene“.

Dunque, aggiunge il Deputato PD, è necessario pensare a delle buone pratiche, “perché a nessuno di noi viene chiesto di uccidere un cane o un gatto perché si è rotto una gamba e non possiamo trasportarlo in una clinica veterinaria, così come nel caso di una persona“. La stessa cosa, cioè, deve essere fatta per gli animali da reddito.

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