grillaio
GEAPRESS – Un piccolo Falco coloniale appartenente ad una specie fortemente migratrice che dall’Africa subsahariana si spinge fino alle aree agricole del Sud-Europa.

Si tratta del Grillaio che in un’area dell’alto nisseno, ha fatto un brutta fine. Il 60% dei nidi, infatti, sono stati distrutti ed i piccoli trafugati. Trenta i falchetti coinvolti nel disastro.

A fare l’incredible scoperta sono stati un gruppo di naturalisti coordinati dal prof. Maurizio Sarà, docente di zoologia e biogeografia all’Università di Palermo. Un fatto grave, sotto il profilo della consevazione, dato che il Grillaio è una specie che si è da poco ripresa da un drastico calo di popolazione in tutta Europa, sebbene perdurino grossi problemi quali il cambio dell’agricoltura e sopratutto l’utilizzo di pesticidi che spesso causano avvelenamenti o indeboliscono i giovani.

Abbiamo trovato – riferisce il naturalista Salvatore Bondì a GeaPress – molti dei coppi dei tetti completamente distrutti, spaccati o sollevati. Qui vi erano nidi che ospitavano giovani falchi di una quindicina di giorni di vita. Dei piccoli nessuna traccia. Le cassette nido che avevamo installato per agevolare questa colonia erano state aperte o addirittura divelte dai muri, per rubare i piccoli. Soltanto i nidi più nascosti o inaccessibili non sono stati trafugati, ed infatti erano tutti con 3-4 pulcini di Grillaio in perfetta salute”.

Sappiamo che esiste un fiorente commercio di animali selvatici prelevati illegalmente dalle campagne siciliane. Alcuni, come il Falco Lanario (di cui ci occupiamo direttamente, promuovendo campi antibracconaggio per ragazzi universitari) entrano nel mercato nero della Falconeria. Le specie più piccole o meno “commercializzabili” molto spesso vengono semplicemente venduti di sottobanco come “pets” per entrare nelle case dei collezionisti o di sprovveduti amanti di animali rari e non commerciabili”.

E dire che i Grillai sono animali utili all’agricoltura essendo assidui predatori di insetti, coe ad esempio le cavallette.

Tutto questo è inammissibile – aggiunge Salvatore Bondì – Nonostante tutti i nostri sforzi la Sicilia continua ad essere una terra in cui i reati ambientali continuano ad essere all’ordine del giorno e nella noncuranza praticamente generale. Incendi, furto di fauna selvatica, distruzione del territorio. Sembra ufficiale che tra pochi giorni (il 30 Giugno) verrà dismesso il Servizio CITES definitivamente, dal territorio siciliano. Questo significa che sarà impossibile aprire un’indagine per questo reato in cui siamo incappati, che i 30 Grillai trafugati nel Nisseno potranno essere commercializzati nell’ombra senza possibilità di ritrovarli e che questo tipo di reato è impunibile grazie al DL n°28 da poco emesso. E stiamo parlando di una specie particolarmente protetta dalla legge nazionale 157/92 e ulteriormente protetta da almeno 3 convenzioni internazionali.”

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