germano reale e anatroccoli
GEAPRESS – In Olanda l’attività venatoria è stata sospesa dopo che si è accertata la presenza in allevamento di un focolaio aviario causato dal sottotipo virale H5N8. In Olanda la densità degli allevamenti avicoli è paragonabile a quella del nord Italia. Lo ha affermato il Sottosegretario di Stato alla Salute Vito De Filippo rispondendo all’Interrogazione a risposta in Commissione Affari Sociali dell’On.le Stefano Borghesi (Lega Nord e Autonomie).

In Italia l’individuazione di un focolaio in allevamento del sottotipo  H5N8, ha però comportato, come effetto diretto nel mondo venatorio, la sospensione della deroga al divieto di utilizzo di richiami vivi appartenenti all’Ordine degli Anseriformi e Caradriformi. In altri termini, fino ad ordine contrario, questi richiami vivi non si potranno usare.

Era  questa la circostanza che l’On.le Borghesi aveva chiesto di rivalutare anche alla luce del danno econimico e sociale che, a suo dire, la decisione starebbero creando  (vedi Interrogazione e risposta del Ministero). L’atto dell’On.le Borghesi, rivelava come la sospensione dell’uso dei richiami sarebbe stata presa in accordo con la decisione della Commissione 2005/734/CE del 19 ottobre 2014.  Tale decisione sarebbe però relativa alle misure di biosicurezza in merito alla comparsa del virus H5N1 e non di quello H5N8 che, così come riportato dall’On.le Borghesi, sarebbe altamente patogeno per gli animali ma a basso rischio per l’uomo.

Il Ministero della Salute, confermando l’opportunità del divieto, ha però portato ad esempio l’Olanda, dove è bastato un solo focolaio in un allevamento in aree paragonabili a quelle italiane, per chiudere la caccia.

Da rilevare, come in Italia siano stati recentemente abbattuti 40 richiami vivi di Germano reali (ovvero una specie appartenente all’Ordine degli Anseriformi) perchè uno di loro è stato trovato positivo al virus H5N8 (vedi articolo GEAPRESS). La Regione di appartenenza è altamente significativa sia per la densità di zone umide che di allevamenti avicoli. Un connubio che è stato recenemente evidenziano nel Piano Nazionele sull’Influenza Aviaria.

Ritornando all’Interrogazione, il Sottosegretario di Stato ha in ultimo evidenziato come il sottotipo H5N8, “può causare negli anatidi infezione in assenza di sintomatologia; non è da sottovalutare che tale possibilità comporta un ragionevole rischio di trasmissione alla popolazione domestica , con potenziali e gravissime conseguenze per il settore produttivo nazionale“.

Dunque, divieto mantenuto.
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