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GEAPRESS – Un provvedimento che lascia perplessi, non tanto per il giusto obbligo a tenere puliti i luoghi comuni, quanto per le motivazioni addotte nel vietare un luogo pubblico ai cani, anche se forniti di guinzaglio e museruola.

Il provvedimento in questione è stato firmato dal Sindaco di Busso, in provincia di Campobasso, dott. Angelo Colanieri il 10 luglio scorso. L’Ordinanza n. 9 riporta “misure a tutela della vivibilità all’interno del centro abitato – disciplina relativa alla custodia dei cani in piazza N. Santangelo e nelle altre aree pubbliche“. In particolare per la piazza in questione il Sindaco ha infatti previsto il “divieto di ingresso dei cani, anche se condotti al guinzaglio e con museruola … e specificatamente nell’area in cui sono presenti i giochi per bambini (parco giochi)”.

Cosa succede in piazza N. Santangelo? L’Ordinanza è così motivata: “in spergio alle più elementari norme del vivere civile, viene spesso utilizzata da alcuni cittadini quale luogo nel quale far circolare liberamente i cani i quali, senza guinzaglio e senza museruola, depositano le loro deiezioni sui marciapiedi, sulle aiuole e sull’area nella quale sono presenti i giochi per i bambini (parco giochi), creando disagio e problemi di igiene e sicurezza ai cittadini, in particolare ai bambini, alle persone anziane e non vedenti“.

Ad avviso della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, intervenuta con un suo comunicato sulla vicenda, il Sindaco non starebbe così promuovendo “la pacifica coabitazione fra cittadini umani e non umani“. Questo perchè tale auspicabile convivenza non si ottiene  “ghettizzando gli animali o i cittadini che ne possiedono uno“. In tal maniera, riferisce la Lega Nazionale Difesa del Cane, nell’Ordinanza del Sindaco si annunciano per i trasgressori multe da 25 a 500 euro ed è previsto anche “il sequestro amministrativo cautelare delle cose utilizzate per commettere la violazione“.

Per gli animalisti, invece, non bisogna  perseguire il “dove”, ma il “come”, facendo perno sull’educazione del proprietario che, come imposto da molti illuminati Sindaci, dovrebbe accompagnare il proprio quattrozampe munito di certificato di iscrizione dell’animale e di strumenti idonei per la rimozione delle deiezioni. In assenza o a fronte di inutilizzo, ben vengano le sanzioni.

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