agnello caterina
GEAPRESS – Non diventerà costoletta ne tanto meno verrà messa a partorire agnelli per produrre latte, fino al calo della produzione e sua macellazione. Caterina, almeno lei, è salva. Ha superato la Pasqua 2015.

La sua storia inizia a Santa Caterina dello Ionio, in provincia di Catanzaro dove, in un ovile della zona, è nata circa due settimane addietro. E’ una femmina e pertanto ha meno possibilità di venire subito macellata. Così non sarà stato per i suoi coevi, ma il destino di Caterina era comunque  tracciato.

Agli animalisti della zona era arrivata la notizia che Caterina era stata prescelta per la messa del Giovedì Santo. Fino a due anni addietro, si sarebbe presentata legata … ma grazie alla buona volontà di molti, la sue presenza è ora accompagnata solo da una pettorina.

Katia Lazzaro, volontaria dei luoghi, non si perde d’animo; vuole Caterina veramente salva. Assieme al marito parla con il Parroco e questo acconsente affinchè, finita la cerimonia, la piccola pecorella venga consegnata agli animalisti. “Quando sono arrivata in chiesa con il biberon – riferisce Katia Lazzaro – qualcuno si è messo a ridere, ma io ero contenta e soprattutto lo erano i bambini presenti. Loro hanno fatto un sorriso, ma di gioia. Il loro cuore è limpido, non poteva essere diversamente”. 

Dove è ora la pecorella? Per lei sono arrivati dalla provincia di Caserta, Vincenzo Caporale e Marco Cocco, altri due volontari animalisti a conoscenza di un posto sicuro ove portarla portare.

L’abbiamo chiamata Caterina – spiega Vincenzo Caporale – e non poteva essere diversamente. E’ stata salvata da una persona che si chiama Caterina e che risiede a Santa Caterina dove molti sono i devoti della Santa. L’abbiamo chiamata così in onore della Santa e del paese. Gli agnelli – aggiunge Vincenzo Caporale – sono animali molto affettuosi, forse più del cane. Appena ti allontani, chiamano subito, non vogliono stare da soli“.

Caterina è già stata visitata da una Veterinario che ha prescritto ancora per un po’ l’alimentazione lattea. Al momento opportuno si passerà all’erba e chissà, finchè la tradizione non finirà, già dall’anno prossimo potrebbe essere in compagnia di un altro agnellino. “Li andremo a prendere ovunque“, promettono i due animalisti.

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