GEAPRESS – A trenta metri da dove vengono esplosi i botti. Poveri cigni che dal laghetto del Giardino Vescovile di Bressanone (BZ) di certo non possono andar via. Ammesso che questo, poi, sia giusto.

I botti, ovviamente, sono quelli di Capodanno ed a promuoverli è una associazione turistica locale. Una tortura acustica, secondo Franz Pattis (Iniziativa per una Bressanone vivibile) che è arrivato a coinvolgere, in difesa dei cigni, ben sette associazioni ambientaliste ed animaliste con tanto di conferenza stampa svoltasi lo scorso 30 ottobre. Adesso la nuova iniziativa. L’invio di mail alle autorità locali. Dal Sindaco agli Assessori della Giunta di Bressanone fino a quella provinciale. Poi anche al Commissariato locale ed alla Agenzia Provinciale per l’Ambiente. Oggetto: SOS cigni del Giardino Vescovile.

Franz Pattis, proprio quei botti a due passi dai cigni, li trova orrendi. Per questo ha chiesto che non vengano rilasciate le autorizzazioni e che in alternativa (dice ironicamente) si forniscano di cuffie i due poveri animali.

“Iniziativa per una Bressanone vivibile” si batte ormai da più di un anno in favore di un divieto generale sull’accensione di tutti i prodotti pirotecnici. Le autorità locali, però, sembrano sia diventate esse stesse sorde agli appelli e di vietare i botti, da esplodere a distanza ravvicinata dai cigni, non sembrano avere intenzione.

E dire – riferisce Franz Pattis a GeaPress – che appena il 29 novembre scorso è stata approvata in Consiglio Provinciale la nuova legge sull’inquinamento acustico. A mio avviso – continua Pattis – si tratta di un ammorbidimento della regolamentazione dei fuochi d’artificio“. Nulla più, insomma.

La speranza di “Iniziativa per una Bressanone vivibile” è, invece, quella di riuscire ad ottenere una Ordinanza sindacale che vieti i botti. “Quello dei cigni – aggiunge Pattis –  è l’esempio più evidente. Il problema, però, vale per tutti gli animali sia selvatici che domestici“. I botti in piazza Duomo, poi, saranno quest’anno gratuiti. Un probabile maggiore afflusso di persone ed un pericolo in più per l’ordine pubblico.

Un provvedimento, nel caso, da fare pervenire al Consorzio dei Comuni. Una Ordinanza modello che non spaventi gli animali, lasciando tranquillo l’udito di tutti e facendolo forse ritornare a chi non ha imparato ad ascoltare gli appelli di buon senso.

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