GEAPRESS – E’ ancora polemica a Bressanone (BZ) sull’uso di espodere i giochi d’artificio di fine anno in prossimità del Giardino Vescovile. Il tutto con due cigni che, ad avviso di Franz Pattis, dell’associazione Iniziativa per una Bressanone vivibile, avrebbero subito ben dieci minuti di botti.

Secondo Franz Pattis i fuochi sarebbero stati fatti esplodere in corrispondenza del fossato d’acqua. A dimostrazione di quanto asserito, Pattis mostra due foto. La prima ritrae i  cigni la mattina del primo gennaio. “Si erano ritirati sotto il ponte – riferisce Pattis – ed erano evidentemente sotto shock“. Il secondo scatto evidenzia invece quelli che Pattis asserisce essere i resti dei fuochi direttamente sulla superficie ghiacciata del fossato. Le strie marroncine, ad avviso di Pattis, sarebbero i resti della polvere da sparo. Le strie luminose potrebbero così essere arrivate fin sulla superficie dell’acqua. Rischi che erano stati denunciati appena pochi giorni addietro (vedi articolo GeaPress).

I fuochi, voluti da una locale associazione turistica, avevano già sollevato polemiche. L’invito era di predisporre un’Ordinanza sindacale anti botti, da esportare anche  nei Comuni del comprensorio. Niente da fare. Tutto come prima. Anzi, a sentire l’esponente di Bressanone, sembra quasi che le cose siano andate ancor peggio. Pattis punta ora il dito, oltre che ne confronti degli organizzatori, anche contro la stessa amministrazione cittadina che non avrebbe tenuto conto dei diritti degli animali. Un fatto che striderebbe, sempre ad avviso di Pattis, con il terzo posto guadagnato dallo stesso Comune nel corso del premio Ambiente Eurogeo. Il Comune di Bressanone, infatti, si è posizionato con il concetto “Green Events” quale organizzatore di eventi compatibili con l’ambiente.

E dire – conclude polemicamente Pattis – che con la brutta nuvola formata dai giochi d’artificio, non si sono potute vedere neanche le stelle“.

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