pettirosso
GEAPRESS – Continua il momento si apparente stasi sulla questione Forestale. Il Corpo, infatti, dovrebbe transitare, secondo le intenzioni del Governo, in altra Forza di polizia. Un fatto che ha sollevato non poche perplessità soprattutto alla luce delle funzioni attribuite al Corpo e per le quali si spera in un loro mantenimento.

Unica novità è una breve nota diffusa nei giorni scorsi dall’Ufficio Stampa della stessa Forestale che riprende quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio nel discorso tenuto a Roma presso i Musei Capitolini per illustrare il piano del governo per fronteggiare il rischio terrorismo. Renzi, infatti, avrebbe confermato che “abbiamo cinque forze di polizia. Sono troppe, devono diventare quattro entro l’anno. La Forestale entrerà nei Carabinieri”. Il riferimento del Presidente del Consiglio è ovviamente al comparto della sicurezza, essendo in realtà le Forze di polizia italiane ben più di cinque.

Dopo un primo articolo dedicato all’operazione Adorno, ove il Corpo Forestale dello Stato rappresenta un baluardo di legalità in Aspromonte (vedi articolo GeaPress ), si vuole sottolineare l’importanza che lo stesso Corpo assume nel periodo autunnale nelle vallate del bresciano. Un luogo notoriamente oggetto di un intenso bracconaggio in danno dei piccoli migratori alati e che quest’anno ha fatto registrare una inattesa recrudescenza.

L’operazione “Pettirosso” è inoltre uno degli argomenti più importanti trattati nel corso della formazione dei nuovi allievi Ispettori tenutosi nelle scuole del CFS di Cittàducale (RI), Ceva (CN) e Castel Volturno (CE).

La posizione geografica delle due valli centrali della provincia di Brescia, rispettivamente quella del fiume Mella (la Valle Sabbia) e quella del Chiese – lago d’Idro (la Val Trompia), fa si che esse siano investite da una delle più importanti vie di migrazione che attraversano l’Italia, precisamente dalla “corrente padano-prealpina” (o “italo-ispanica” degli ornitologi del passato). Un flusso migratorio che convoglia grandi numeri di Passeriformi da nordest a sudovest.

In concomitanza con il passo autunnale, vengono ancora perpetrati numerosi abusi. Si tratta, in particolar modo, dell’abbattimento di avifauna protetta anche (e soprattutto) mediante mezzi di caccia vietati dalle normative internazionali, nazionali e regionali. Per questo nel mese di ottobre il Corpo Forestale dello Stato invia, ormai da anni, un apposito contingente che agisce in sinergia con il personale delle Stazioni Forestali territorialmente competenti.

L’intervento della Forestale è rappresentato dal NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio). Un bilancio positivo ma che testimonia la gravità e persistenza del fenomeno.

Ancora oggi, sempre secondo la Forestale, questa zona è uno dei “punti caldi “ della Lombardia a causa dell’intensa attività venatoria che vi si pratica, ed alla persistenza, in forma estremamente diffusa tra la popolazione, di forme di bracconaggio agli uccelli con mezzi non consentiti. Tra questi, oltre a richiami elettromagnetici, ampia diffusione trovano le reti (con le quali si alimenta un fiorente commercio illegale di richiami vivi) e gli archetti, trappole queste ultime, di notevole efficacia e di estrema brutalità. Il volatile catturato, infatti, resta appeso per le zampe spezzate, talora per ore, fino al sopraggiungere della morte a causa delle ferite riportate o per opera del bracconiere che lo sopprime schiacciandogli la testa o sbattendolo in terra.

Gli animali, così catturati ed uccisi, vengono utilizzati per la cucina tipica, solitamente tramite vendita a ristoranti o a privati compiacenti.

L’intervento del Corpo Forestale dello Stato, disposti dall’Ispettorato Generale, sono finalizzati alla prevenzione e repressione dell’attività venatoria abusiva durante il periodo di maggior passo dell’avifauna migratoria. L’attività di vigilanza su caccia e bracconaggio fa comunque parte del normale Servizio di Istituto effettuato dai Comandi Stazione, ma viene intensificata durante la stagione venatoria e nelle aree con fenomeni di abusivismo venatorio.

Per tutto il mese di ottobre e parte di novembre, il Nucleo Operativo Antibracconaggio strutturato proprio per la repressione di crimini venatori sugli uccelli di passo. Il contingente è usualmente costituito da 25 elementi tra ispettori, sovrintendenti ed agenti coordinati da un vice questore ed operanti in turni di 15 giorni. Il personale esegue pattugliamenti sul territorio, sequestrando gli eventuali archetti rinvenuti, le reti, le trappole e i fucili impiegati ad abbattere animali appartenenti a specie non consentite, i richiami elettromagnetici e gli esemplari di avifauna protetta. Questi ultimi, se ritrovati ancora in vita ed in buone condizioni, vengono immediatamente liberati.

Le situazioni con più alti quantitativi di reti sequestrate sono spesso anche quelle con un maggior numero di rilasci, in quanto, se l’intervento è tempestivo, gli animali incappati in rete o in gabbiette, con i richiami vivi, sono in genere in condizioni abbastanza buone o comunque non disperate. L’archetto, invece, ha sempre effetti devastanti (amputazioni, fratture, emorragie) sull’animale intrappolato, quasi mai in grado di sopravvivere alla cattura.

Dal raffronto dei dati diffusi dal Corpo Forestale dello stato negli anni 2014 e 2015, si ha modo di vedere come il fenomeno del bracconaggio nelle vallate del bresciano sia tutt’altro che risolto. Anzi, appare in deciso aumento. Un motivo in più affinchè il Governo pensi attentamente a quello che stafacendo, mantenendo e potenziando le funzioni attribuite al Corpo Forestale dello Stato

OPERAZIONE PETTIROSSO
Dati 2014

CNR totali: 70
Persone denunciate: 74
Armi sequestrate: 32 fucili
Archetti: 649
Trappole: 411
Reti da uccellagione: 67
Richiami elettromagnetici (Phonofil): 9
Sanzioni amministrative: 1
Animali vivi sequestrati: 116
Animali morti sequestrati: 578

OPERAZIONE PETTIROSSO
Dati 2015

CNR totali: 107 (106 a carico di noti e 1 a carico di ignoti)
Persone denunciate: 119
Armi sequestrate: 57 fucili
Archetti: 310
Trappole: 497
Reti da uccellagione: 134
Richiami elettromagnetici (Phonofil): 16
Sanzioni amministrative: 7 per un totale di 1680 euro
Animali vivi sequestrati: 218
Animali morti sequestrati: 831

 

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