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GEAPRESS – “Guerriglia urbana”. E’ questa la sensazione che sembra potersi registrare in più città italiane dopo le esplosioni di petardi e giochi d’artificio di fine anno. Al di là della conta delle vittime umane , l’impressione che si è avuta è che  nei giorni scorsi si sia sparato di più rispetto allo stesso periodo degli altri anni. Anzi, volendo dar fede alle voce che il minore uso negli anni scorsi era dovuto alla crisi, si potrebbe dire che ora (solo per i botti) la crisi economica ha avuto termine.

Un uso sconsiderato che era stato rilevato, già alcuni giorni prima del 31 dicembre, da un comunicato del WWF Piemonte che riferiva di alcune vittime tra gli animali.

Sulla vicenda interviene ora l’On.le Andrea Zanoni. Per l’Europarlamentare PD non c’è dubbio che si tratta di un fenomeno grave e per certi versi sottovalutato.

Credo che una buona responsabilità  – ha riferito l’On.le Zanoni a GeaPress – sia dovuta alla mancanza di una disposizione di legge specifica che vieti con una sanzione di rilievo l’uso di tali strumenti

Un problema legislativo ma anche culturale, dal momento in cui le continuate esplosioni sono frutto di chi non comprende la pericolosità del mezzo. Se a ciò si aggiunge il mancato divieto, c’è poco da stare allegri.

La legge – ha aggiunto l’On.le Zanoni – consentirebbe anche di portare avanti un vero e proprio passo culturale. L’uso dei cosiddetti “botti”  richiama una discutibile “tradizione” che si mantiene grazie anche alla mancata informazione sulla pericolosità di petardi e giochi d’artificio. Se da un lato, pur con scarsi risultati, è noto il rischio per le persone, poco o nulla si conosce sugli effetti che causano sugli animali e non solo. Un aspetto, ad esempio, pressocchè sconosciuto è quello di  alcune centraline di rilevamento della qualità dell’aria, sulla presenza delle polveri sottili. Un impalpabile nemico che si sparge nell’aria proprio a seguito del “botti“.

A mancare è pertanto la consapevolezza di tutti i potenziali danni. Agli animali d’affezione, ad esempio, con fughe ed incidenti per non parlare dei Vigili del Fuoco che in alcuni casi sono dovuti intervenire per recupare gli animali rifugiati in posti impensabili. Ci sono poi i danni alla fauna selvatica. Basti pensare agli uccelli che, nel cuore della notte, prendono il volo terrorizzati andando a battere contro il primo ostacolo che si presenti.

Proprio nelle scorse ore – spiega l’On.le Zanoni – mi hanno chiamato dalla provincia di Treviso. Nel Comune di Preganziol, un’anatra verosimilmente proveniente dal Parco Natuale del Fiume del Sile, alzatasi improvvisamente nel cuore della notte a seguito dei botti ed andata a scontrarsi con un cavo dell’alta tensione. E’ caduta nel giardino di un mio conoscente. Vorrei però soffermarmi sul pericolo dei forti rumori anche per gli animali allevati. In episodi passati ha saputo di aborti in allevamenti di conigli. Credo – ha riferito a GeaPress l’On.le Zanoni – che occorre urgentemente una legge che vieti la vendita  e l’uso di tali strumenti. Sanzioni certe  e pesanti ma  è altresì indispensabile una forte sensibilizzazione, incidendo così anche sugli aspetti culturali”.

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