GEAPRESS – Biciclette elettriche, ovvero a pedalata assistita. Se non pedali, la velocità non viene erogata e guai a modificare qualcosa. La legge, giustamente, lo vieta, ed una bici elettrica modificata diventa una sorta di ciclomotore elettrico. Dovresti pagare assicurazione e portare il casco, ammesso poi che possa essere omologata dal Codice della Strada. Se non fai il furbetto, l’erogazione avverrà regolarmente finchè avrai raggiunto i 25 chilometri orari. Poi, pedali solamente. Ad ogni modo avrai a quel punto raggiunto una velocità tale da non importi più sforzi, specie se in salita, dove la differenza tra bici elettriche e comuni biciclette, non è poi così abissale. I telai delle bici elettriche sono in media più pesanti dei modelli a sola trazione muscolare. Devono sostenere batterie, anche molto pesanti, ed un vero e proprio motore, ovviamente elettrico.

Belle e libere di circolare senza divieti ed in zone a traffico limitato. Come le normali biciclette, del resto. Ve ne è per tutti i gusti. Dai 300 agli oltre 2000 euro. Modelli più o meno moderni, a batteria cilindrica, oppure con una sorta di poco estetico cassettone montato nel telaio. Ultimamente ne sono state messe in circolazione alcune con affascinanti micro batterie montate nella parte posteriore. A volte, però, un riflessione si impone. Ad esempio sugli ecoincentivi con i quali, spesso, i venditori di bici vengono favoriti. Del resto, gli ecoincentivi, vengono promossi anche per dismettere vecchi inquinanti modelli di automobili. Perchè no con le bici elettriche? Il paragone è vincente rispetto al mezzo motorizzato, ma rispetto ad una bicicletta comune mortale? In altri termini, per abbandonare l’automobile, perchè non ecoincentivarsi con una normale bicicletta?

Con batteria al piombo o al litio, di biciclette elettriche se ne vendono di importazione cinese, prese a pezzi in Cina ma assemblate in Italia o in altri paesi europei. Vi sono perfino case italiane, a dire il vero più uniche che rare. La scelta, comunque, dovrebbe favorire la passione ecologica.

Per le batterie al piombo, però, c’è il piccolo problema del … piombo! Si è fatto tanto per toglierlo dalla benzina, ed ora ce lo ritroviamo a chili nelle biciclette. Ad ogni modo, per chi si fida del corretto smaltimento delle pesanti batterie (per non parlare dei processi produttivi), il desiderio ecologico, forse, potrebbe anche essere appagato. Sul piano dell’affidabilità, invece, la pluridecennale tecnologia delle batterie al piombo, pone molti meno dubbi. Garantiti, però, anche i vostri bicipidi, specie se, per la ricarica, dovete staccare la batteria dal telaio e portarla in prossimità di una presa elettrica. Vi sono batterie, infatti, che pesano più di venti chili e non necessariamente con … gli occhi a mandorla. Sull’autonomia, invece, viene in genere da tutti pubblicizzata una durata di circa trenta chilometri. In pochi, però, vi diranno in quali condizioni si può sperare di raggiungere il traguardo. Dipende, infatti, dalla pendenza del percorso, dal vostro peso e se avete il vento contrario. E’ un pò come il chilometraggio di una automobile ed il calcolo dei consumi medi. In città, oppure percorso misto. Velocità costante, così come la pendenza. Per le bici, basta sapere trenta chilometri, … tutto compreso. Tenete, inoltre, in considerazione che la batteria tende a scaricarsi e pertando il chilometraggio non potrà che ridursi. Certo che partendo da appena 30 km e magari con un anemometro appresso… .

A dire il vero qualcosina è migliorata e sempre più di frequente vengono proposte le batterie al litio. Si aumenta il chilometraggio ma aumenta anche il prezzo. In alcuni casi più del doppio di quella al piombo. Comunque, almeno all’inizio, c’è chi garantisce una autonomia compresa tra i 60 ed i 70 chilometri. A volte anche di più. Di pregio hanno la leggerezza, neanche lontanamente paragonabile al peso di quelle con celle di piombo. Di contro, però, a parte il fisiologico esaurimento, hanno la maggiore presenza di componenti meccaniche e la minore esperienza in generale del modello litio. Eppure si vendono, e le persone non si accorgono neanche che una buona marca di biciclette con batterie al litio, ha prezzi del tutto paragonabili ad una onesta bicicletta a sola trazione muscolare e con telaio in fibra di carbonio. Queste ultime pesano poco più che nulla, hanno, ovviamente, le marce (come alcuni modelli di elettriche, del resto) e sono abbastanza veloci anche quando non sono appositamente costruite per la corsa. Questo se proprio volete ispirarvi ai miti. Ma se non avete ambizioni da novelli Gimondi, e pensate alle elettriche, fate almeno una prova prima dell’acquisto.

Non fidatevi, in particolare, di quei negozianti che vi propongono la vendita dandovi pochissime informazioni sulla batteria. Non fidatevi soprattutto se la bici, più o meno omettendo sulla batteria, viene presentata quasi come una motocicletta elettrica. Non fidatevi, in altri termini, del … gira l’erogatore e vai. In ultimo non chiedete solo della durata della garanzia della bici, ovvero due anni. Chiedete espressamente della garanzia della batteria. Sono due cose, evidentemente non a caso, molto diverse. La garanzia della batteria non supera in genere l’anno. Se poi va oltre, informatevi se dovrete, nel caso di guasto, pagare qualcosa. C’è chi onestamente lo dice, evidenziando l’ipotesi di una franchigia, c’è, invece, chi pasticcia un poco. Tenete inoltre sempre a mente che, per molti modelli, il rapporto prezzo batteria al litio e prezzo di acquisto totale, può essere anche di uno a tre. Poca cosa quando acquisti per 300 euro, ma per 1800 le cose cambiano, specie se dopo appena un anno di garanzia (scaduta) dovete sostituire la batteria. Chiedete inoltre un depliand dove venga chiaramente illustrato il corretto mantenimento della batteria. Con quale carica, ad esempio, può essere conservata ed il tempo massimo, sempre con batteria carica, di non uso. Se va in tilt dopo l’anno, in altri termini, rischiate di pagare ed anche salato. Se proprio non volete paragonare il danno subito alla possibilità di una intera bici in fibra di carbonio, sicuramente, nei casi più gravi (ovvero quando si arriva alla sostituzione della batteria) potete pensare ad un paio di normali biciclette in alluminio che, ricordiamo, è un metallo (molto) leggero. Non costano un tubo, non si esauriscono, non si fatica granchè di più e soprattutto non impongono arrovellanti ragionamenti ecologici. Anzi. 

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