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GEAPRESS – Dudù, il cane più patinato d’Italia, diventa il simbolo dell’Italia che non va nel comizio tenuto da Beppe Grillo a Pavia. La metafora viene così liquidata in maniera secca: Dudù dovrebbe essere affidato alla vivisezione.

Trenta secondi carichi di battute e con la precisazione che, a sua avviso, chi possiede questi cani in realtà non amerebbe gli animali. “Amano il proprio cane e detestano gli altri“, afferma Grillo dal palco, aggiungendo però che un cagnetto del genere lo possiede anche sua moglie.  Grillo, però, sembra sottolineare l’abuso della natura di questi animali ed a tal proposito ricorda lo Yorkshire, altro cagnetto da compagnia, in realtà selezionato per snidare gli indesiderati topi.

Ironie anche sulle mille cure che si riversano sui tanti Dudù del mondo. Cappottini Fendi (chissà se esistono realmente), pastigliette e costosi profumi. Anzi, a proposito di questi ultimi, il disgusto dei cagnetti sarebbe così alto da tuffarsi subito nella tanto desiderata … cacca … per riprendersi la vera essenza di cane.

Dunque mandiamo Dudù alla vivisezione e facciamola finita con tali smancerie.

Sul web, intanto, le battute si sprecano e c’è pure chi ricorda, a proposito di Dudù e degli altri cani, la mancata opposizione dell’allora Governo Berlusconi alla Direttiva cosiddetta “vivisezione”. Cagnetti come Dudù potrebbero finire male, molto male.

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