GEAPRESS – Olivi secolari. Rappresentano la storia del nostro paesaggio agrario, oltre che un elemento importante nella tutela della biodiversità. Eppure, in molti casi, li ritroviamo estirpati ed impiantati in un vaso di un centro commerciale, oppure a tocchetti come legna da ardere.

E’ successo ora a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove il Corpo Forestale dello Stato ha denunciato un uomo ivi residente per furto, danneggiamento e violazione di bellezze naturali. Di fatto aveva capitozzato un antico oliveto per farne legna da ardere. Il tutto in un’area ove vige il vincolo architettonico che ricade nell’ex distilleria “Paolo Cassano” sita in località Marzagaglia – Magnati.

Ad intervenire è stato il personale del Comando Stazione di Gioia del Colle, il quale ha appurato la capitozzatura di ben 33 alberi di olive. Il responsabile, ora denunciato, è stato individuato a seguito delle ricerche della Forestale. L’uomo avrebbe dichiarato di aver chiesto in comodato d’uso lo stesso oliveto e, non avendo ricevuto risposta, ha poi agito. Una strana forma di silenzio assenso, insomma, costata la chioma a decine di alberi finiti, probabilmente, in qualche forno di pizzeria.

Nei luoghi, infatti, la Forestale ha trovato legna depezzata relativa ad una solo pianta. Poi tracce recenti di pneumatici. Tutte le altre chiome erano già state trasportate altrove. Secondo il Corpo Forestale la capitozzatura così attuate potrebbe procurare malattie per gli olivi e morte.

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