GEAPRESS – In Austria non ci sono più orsi. Lo ha annunciato il WWF confermando le preoccupazioni che già da parecchi anni circolavano sulla possibile fine del plantigrado. Sul finire degli anni ottanta, ve ne erano 35, divenuti solo sei nel 2006. L’ultimo orso era stato avvistato nel 2010. Ora la conferma. Si tratta della seconda estinzione dell’orso nella storia recente austriaca che annulla gli sforzi compiuti nel riportare il grosso animale nelle alpi austriache. La principale causa alla quale si addebita l’estinzione è il bracconaggio. Sono poi mancati gli apporti di individui giovani erratici dalla confinante Slovena. Negli ultimi anni questo paese ha sensibilmente innalzato le quote di caccia. La debole popolazione austriaca, frutto di un progetto di reintroduzione, non ha potuto così sostenersi, afflitta già dai seri problemi di bracconaggio.

I protezionisti austriaci sperano ora che tale dichiarata estinzione non sia definitiva e che trattasi di una parentesi, per quanto brutta, nella storia dell’orso in Austria.

La caccia all’orso in Slovenia, come in Bosnia, Romania ed anche Russia fino alla penisola della Kamchatka, è in buona parte in mano ad agenzie di caccia occidentali, anche italiane. L’ausilio di esperte guide e, ove occorre, di potenti motoslitte, consente di arrivare comodamente fino a due passi dall’appostamento a sua volta collocato nei pressi di un carnaio.

Per l’orso austriaco, intanto, c’è poco da fare. Gli individui erratici provenienti dalla Slovacchia (poche decine di animali abbattuti, contro le parecchie centinaia presenti) riguardano un’area diversa da quella delle alpi meridionali e sono, secondo gli esperti,  ininfluenti per un eventuale ripristino del nucleo di orsi austriaci.

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