GEAPRESS – Una vasta operazione del Corpo Forestale di Arezzo, per la salvaguardia di un bosco ad alta valenza naturalistica appena fuori l’abitato di Cavriglia. L’intervento, coordinato dalla Procura della Repubblica di Arezzo, ha di fatto accertato l’esistenza di una sorta di villaggio rurale del tutto abusivo adibito a vari passatempi tra cui orti ma anche allevamento di animali per l’alimentazione e la caccia.

Ben 26 persone sono state denunciate per i reati quali l’abuso edilizio in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e deturpamento di bellezze naturali. Si tratta di abitanti del posto la cui vicinanza del bosco aveva favorito la costruzione del villaggio a due passi da casa. La conduzione, ovviamente, era familiare. Difficile supporre utilizzi per fini commerciali. Sta di fatto che trattavasi di una occupazione ampia e diversificata dal bosco.

Voliere per i piccioni, galline, conigli e cani da caccia. Gli animali erano tutti registrati, sebbene detenuti in strutture illegali. In tutto 16 ricoveri. Poi anche 34 baracche in legno di superficie in pianta variabile da 5 a 36 metri quadrati, poggianti in molti casi su platee in cemento, 14 tettoie in legno, 3 box in metallo, una serra, un caminetto in muratura, un container lungo 12 metri utilizzato come deposito. Infine un grande garage in lamiera metallica per l’autocarro.

Un quadro desolante, dicono al Corpo Forestale, completato da numerose carcasse di autoveicoli e motoveicoli in stato di abbandono e ormai da rottamare.

IL terreno è di proprietà dell’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero di Fiesole il quale, ora, ha proposto al Comune la destinazione di un’area idonea agli scopi.

Tutte le strutture sono state demolite, liberando così le aree boschive illegalmente occupate.

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