GEAPRESS – Un’indagine condotta da un gruppo di ricerca italo-spagnolo, i cui risultati sono stati ora pubblicati nell’ultimo numero della rivista scientifica PloS ONE, ha purtroppo messo in evidenza come l’Aquila del Bonelli, se non si interviene subito, è destinata ad estinguersi.

Tra le rilevanze che emergono dallo studio, la recente scoperta del saccheggio di numerosi nidi finalizzato al prelievo dei piccoli. Congiuntamente all’uccisione degli adulti da parte dei bracconieri, si tratta di un fenomeno del tutto illegale, che potrebbe seriamente compromettere la sopravvivenza della popolazione selvatica delle Aquile in Italia.

In Europa ne rimangono ormai meno di 1500 coppie, in buona parte concentrate in Spagna. In Italia vi sono ancor meno di trenta coppie. Forse tre nella penisola e per il resto tutte in Sicilia. Probabilmente estinta la popolazione sarda. Il gruppo di studio, costituito da un biologo spagnolo dell’Università di Alicante e da due ricercatori dell’Università di Palermo, è ricorso a vari modelli demografici elaborati sulla base dei dati di campo rilevati negli ultimi venti anni. Al fine di migliorare l’accuratezza delle stime, sono stati altresì utilizzati i risultati di altri studi, avvalsi anche della telemetria satellitare, precedentemente condotti in Spagna e Francia.

Se continua così, per l’Aquila del Bonelli rimangono ormai gli ultimi cinquanta anni prima dell’estinzione. I risultati, infatti, dimostrano come la sopravvivenza della popolazione italiana potrebbe essere seriamente compromessa a causa dell’elevata mortalità che contraddistingue sia gli adulti che i giovani.

Solo negli ultimi anni, si è saputo con certezza di non meno di14 i casi di mortalità adulta causata da bracconaggio e 16 casi di saccheggio dei piccoli al nido, da destinarsi al traffico illegale. Seguono poi la folgorazione su linee elettriche, l’avvelenamento, la riduzione delle prede e la trasformazione del paesaggio.

Secondo i ricercatori, vi è una urgente necessità di adottare un piano di conservazione finalizzata al recupero di specie in tutto il paese. Se non si interverrà sui motivi che causano l’alta mortalità, l’aquila potrebbe finire nel “vortice di estinzione”, ovvero la soglia oltre la quale il recupero diventa praticamente impossibile senza l’intervento dell’uomo.

Recentemente il Corpo Forestale dello Stato, su mandato della Procura della Repubblica di Caltanissetta ha messo a segno alcune operazioni di polizia che hanno individuato alcuni trafficanti di nidiacei di Aquila del Bonelli, gravitanti nel mondo della falconeria. In alcuni casi i sequestri sono avvenuti proprio in Sicilia. Ormai da un paio di anni, volontari delle Associazioni protezioniste tengono sotto controllo i nidi di Aquila del Bonelli, sperando di potere individuare e denunciare i bracconieri.

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