lupa
GEAPRESS – Oggi ricorre un mese esatto da quanto su una panchina di via Risorgimento a Razzà, frazione di Brancaleone (RC), è stata rinvenuta una lupa uccisa con un colpo di pallettone alla gola. Del povero animale, però, si è saputo solo ventidue giorni dopo, grazie ad una denuncia del nucleo reggino del CABS (Committe Against Bird Slaughter).

A distanza di un mese, i protezionisti pensano proprio che quella povera lupa, ai confini dello stivale italiano, non sia stata granché considerata. Si spera quasi in San Francesco, protettore degli animali, per il quale, domani, si festeggia la ricorrenza. Lui che parlò al lupo, faccia il miracolo.

Le uniche solidarietà finora riscontrate,  sono state proprio a Brancaleone. Si tratta dell’associazione “Oltre l’Arcobaleno”, della ProLoco e dell’ATC (Ambito Territoriale di Caccia). Anzi, per dirla tutta, ancora non è stato neanche definito se trattasi di lupo o di incrocio di cane. Si attendono i riscontri veterinari e questi arriveranno tra una ventina di giorni. Di certo, del ritrovamento è stata informata l’Arma dei Carabinieri e la Procura della Repubblica di Locri, mentre le uniche notizie che trapelano localmente riguardano una parte del movente. Da ricercarsi, forse, nel pascolo brado messo in atto da alcuni pastori. Perchè, però, portare a valle la lupa ed esporla su una panchina? San Francesco, per favore, pensaci tu.

Evidentemente ai confini dello stivale, la morte di un lupo, anzi di una presunta lupa, non è notizia degna di ricevere denunce. Ancor meno se quel corpo sistemato in bella mostra su una panchina di un paese più vicino al mare che all’Aspromonte, non fa presupporre che il povero animale, almeno lui, stia tentando di comunicare qualcosa. Escluso che sia arrivato a nuoto, si dovrebbe dedurre che la lupa sia stata uccisa nel cuore dell’Aspromonte. Nella stagione estiva, è quasi d’obbligo che i lupi stiano nelle impenetrabili (evidentemente non a tutti) silenti selve. Poi, quando cadono alcuni metri di neve, può capitare che scendano a valle. Eppure c’è chi ha deciso di rischiare di essere individuato e  trasportata la lupa fino ad una panchina per comunicare qualcosa a qualcuno. La strada dove è stata trovata, porta in tre soli posti. A Brancaleone, appunto, a Bruzzano Zeffirio oltre la fiumara ed a Staiti, di fatto nel Parco Nazionale.

Nessun Ministero, come una grande associazione, ha speso mezza parola per la povera lupa.

Speriamo, almeno, che voglia pensarci proprio Lui, il Santo protettore degli animali che con il lupo parlò e capì.

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