lupo majella
GEAPRESS – “Il ministero dell’Ambiente risponda ai numerosi atti parlamentari del M5S, interrogazioni e risoluzioni sulla gestione e tutela del lupo in Italia, e applichi l’ordine del giorno 5stelle, approvato lo scorso 18 febbraio in occasione del voto alla Camera sul Collegato Agricolo (vedi articolo GeaPress), che ha impegnato il Governo a monitorare, con tanto di censimento, la popolazione del lupo, applicare il Piano quinquennale d’azione per la conservazione della specie e, soprattutto, vietare ogni azione volta all’abbattimento che sarebbe consentito dalla deroga alla Direttiva Habitat inserita proprio nel Piano del Ministero dell’Ambiente”. Ad affermarlo, in una nota congiunta, sono i deputati M5S Paolo Bernini, Massimiliano Bernini, Mirko Busto, Chiara Gagnarli e Patrizia Terzoni.

Il Ministero dell’Ambiente ha consentito che si utilizzassero fondi pubblici per realizzare un Piano inammissibile, ascientifico e irricevibile la cui realizzazione è stata affidata ad una Onlus, mentre avrebbe dovuto redigerlo l’Ispra, braccio tecnico-scientifico del Dicastero, come previsto dalle normative vigenti. Come già fatto nelle interrogazioni precedenti, chiediamo di nuovo al Governo: se abbia contezza della strage di lupi in corso, se intenda far valere il presupposto giuridico fondamentale che annovera i lupi tra le specie particolarmente protette e che per questo chiunque li uccida, oltre a commettere un reato, causa un danno anche economico poiché questi appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Pretendiamo – hanno concluso i Parlamentari 5stelle – che l’Esecutivo rispetti l’impegno assunto in Parlamento con l’approvazione dell’ordine del giorno 5stelle che prevede, tra le altre cose, l’eliminazione della deroga alla Direttiva Habitat che consentirebbe l’uccisione del lupo, e che il ministero dell’Ambiente garantisca la corretta applicazione della legge 281/91 sul contrasto al randagismo, in modo da prevenire la confusione tra attacchi dovuti a cani inselvatichiti e quelli legati al lupo, anche in considerazione del rischio che si possa lucrare sull’eventuale responsabilità del lupo”.
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