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GEAPRESS – Un Rapporto ricco di dati che rivela tante “faccine” scontente per non pochi Comuni italiani. E’ quello redatto da Legambiente che ha presentano in questi giorni il suo IV Rapporto dedicato agli animali in città. Un lavoro  che ha scandagliato, sotto diversi punti di vista, i servizi e le attività dei Comuni Capoluogo di provincia e delle Aziende sanitarie locali.

Il IV Rapporto Animali in città, curato da Antonino Morabito, responsabile nazionale Legambiente Fauna e Benessere Animale, ha voluto altrsì tracciare le prospettive future che dovrebbero fare immaginare, così come già si rileva da alcuni segnali, una situazione ideale. Un obiettivo del buon governo, attento alla sostenibilità ecologica, sociale ed economica, dovrebbe, secondo Legambiente, fare tendere a zero il fenomeno del randagismo canino e felino, grazie anche all’auspicabile totale censimento degli animali da compagnia, alla loro sterilizzazione e ad un alto numero di spazi aperti appositamente pensati ed attrezzati oltre che interconnessi alle piste ciclabili e ben distribuiti nella città.

Un auspicio che non può fare a meno di considerare gli inevitabili oneri che però, secondo Legambiente, sarebbe raggiungibile senza ulteriori aggravi di spesa.  Una strada potrebbe  essere rappresentata  dall’adottare nei Regolamenti comunali,  incentivi per chi adotta cani e gatti dal canile o dal gattile, ma anche per chi detiene cani o gatti correttamente registrati in anagrafe e sterilizzati. Da non sottovalutare, inoltre, chi partecipa attivamente alla gestione pubblica prendendosi cura di cani di quartiere o di colonie feline. Altrettanto importante, prevedere disincentivi economici a chi non sterilizza i propri cani e gatti.

Il percorso è però ancor amolto lungo.

Tra i vari aspetti sottolienati c’è l’esigenza di istituire una puntuale ed efficiente anagrafe unica nazionale obbligatoria per gli animali da compagnia, distinta per specie e da attivare al più presto.

Problemi ampi, quelli che affliggono gli animali. Basti considerare la forte crescita, rilevata da Legambiente, degli episodi di avvelenamento anche in contesti urbani e periurbani, con una stima per tutta Italia di oltre 14.000 casi di bocconi avvelenati sparsi nel territorio solo nel 2013.

Un segnale dell’ancora diffuso problema del randagismo (da alcuni “risolto” in maniera criminale con i bocconi avvelenati) si evince proprio dai dati del Ministero della Salute risalenti al 2011: ben 104.000 cani complessivamente entrati in strutture che, sempre secondo gli ambientalisti, fanno venire alla mente spesso più delle prigioni per cani che un sicuro rifugio.

Lo studio di Legambiente è stato reso possibile grazie ad un questionario al quale hanno risposto  85 Amministrazioni comunali capoluogo di provincia, ovvero il 77% del campione ed equivalenti a ben  15.590.077 cittadini. A ciò devono considersi 74 Aziende sanitarie locali, ossia il 50% delle 146 Aziende sanitarie del campione contattato, equivalenti alle aziende responsabili dei servizi per ben 4.056 Comuni italiani ed a 30.326.974 cittadini.

Ad avere raggiunto una performance sufficiente  sono state 30 città sulle 85 che hanno risposto, pari al 35% del campione. Sono risultate una performance buona, solo 3 città (Modena, Ferrara e Verona) su 85, mentre solo 2 città (Terni e Prato) raggiungono il massimo del punteggio assegnato, ossia solo il 2,5% del campione esaminato.

Non è mancato un esame dei regolamenti comunali e/o ordinanze sindacali relativi agli animali. Buone performance per Verona, Modena, Trieste, Roma, Cremona, Napoli, Lecco, Foggia, Terni, Firenze (11,7% del campione).  Rispetto alla risorse impegnate ed ai risultati ottenuti in alcuni elementi chiave, emerge solo la città Como, mentre, rispetto all’organizzazione delle strutture e i servizi offerti al cittadino, superano il 50% ben 17 città. Si tratta, in quest’ultimo caso, di Terni, Massa, Prato, Perugia, Ferrara, Modena, Gorizia, Genova, Catania, Roma, Venezia, Udine, Bergamo, Cremona, Pesaro, Arezzo e Trento, pari al 20% del campione. In ultimo le attività di controllo dove viene rilevato il buon intervento Terni e Piacenza.

Un quadro complesso come parrebbe evincersi anche da uno dei risultati ottenuti dall’indagine di Legambiente, ossia il rapporto tra cani catturati e quelli adottati.

Nel 2013 ogni 4 cani catturati 3 hanno trovato felice soluzione. Si tratta di quelli restituiti ai proprietari, dati in adozione e/o reimmessi come cani liberi controllati, quindi un rapporto 1,3. Anche in questo caso i dati di dettaglio mostrano situazioni molto differenti.

In negativo: Catanzaro dove ogni 11 cani catturati trova positiva soluzione quasi 1 cane (11,2),
Avellino (8,4), Crotone (6.5), Padova (5,2), Novara (4), Roma (3,2), Palermo (2,8), L’Aquila (2,75),
Catania (2,7) e Siracusa (2,7), Potenza (2,6).
In positivo: Verbania dove per 1 cane catturato trovano soluzione a 10 cani (0,1), Udine (0,18),
Pistoia (0,24), Benevento (0,25), Chieti (0,34), Bolzano (0,48), Gorizia (0,52), Lecce (0,53),
Trapani (0,68), Genova (0,8).

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