rana di lataste
GEAPRESS – Strategie per salvare gli anfibi dei Colli Euganei. Sono quelle del Gruppo d’Intervento Giuridico e dell’Ente Nazionale Protezione Animali che si avvalgono delle esperienze pluriennali di salvataggio ed osservazioni sul campo che hanno ora portato alla stesura di una relazione inviata al Direttore dell’Ente Parco Colli Euganei Michele Gallo e, per conoscenza, al Consigliere del Parco Antonio Rota.

Nove proposte per mitigare l’impatto antropico sull’erpetofauna euganea e per il miglioramento ambientale. Eccole:

1. Interdizione del traffico automobilistico ai non frontisti lungo Via Volti, Via Regazzoni Alta (Comune di Torreglia), Via Gloria,Via Circuito Monterosso (Comune di Teolo), Via Barbarigo e Via S. Eusebio (Comune di Galzignano Terme) almeno per tutto febbraio e marzo (momento culminante dell’emergenza migratoria riproduttiva). Si tratta di strade d’importanza secondaria, non indispensabili per il transito dei veicoli dei non frontisti e, al contrario, strade strette che presentano anche tratti di senso unico alternato. A questo scopo si suggeriscono l’uso di barriere e cartellonistica stradale, anche luminosa, o preferibilmente la creazione di zone a traffico limitato (come in Via Miazzo a Feriole di Selvazzano Dentro) così da estendere la protezione ad adulti e piccoli neometamorfosati durante tutto l’arco dell’anno (mesi invernali, primaverili e autunnali);

2. si propone di collocare le reti anti-attraversamento Anfibi già verso la fine di gennaio e lungo tutte le strade implicate dalla migrazione riproduttiva e per tutta la lunghezza stradale interessata dallo spostamento degli animali (per il momento, 15 siti individuati dalle associazioni);

3. apposizione di cartelli di divieto d’immissione di specie esotiche (carpa koi, pesce rosso, tartaruga dalle orecchie rosse, pesce gatto, ecc.) in prossimità degli stagni obbiettivo dove si riproducono gli Anfibi. Inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso a compiere introduzioni di specie aliene in pozze e stagni. Trasferimento incruento delle specie alloctone, dagli stagni riproduttivi degli Anfibi verso corsi d’acqua maggiori (qualora queste specie siano già presenti nei fiumi e canali del territorio) o verso vasche separate (qualora si tratti di specie particolarmente problematiche, non già presenti sul territorio come fauna esotica naturalizzata);

4. consulenze scientifiche, aggiornamento degli studi, monitoraggi e censimenti dell’erpetofauna dei Colli Euganei. Suggeriti 3 ricercatori di spicco: Enrico Romanazzi1, Raoul Manenti2 e Lucio Bonato3;

5. ripristino o creazione ex novo di terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei, ideali per erpetofauna ed avifauna, così come ipotizzato dall’ornitologo e grande studioso della fauna dei Colli Euganei Stefano Bottazzo della Lega italiana protezione uccelli4;

6. ripristino o creazione ex novo di stagni e pozze al di qua e non al di là della strada, ovvero fosse piene d’acqua che consentano agli Anfibi di trovare dell’acqua stagnante senza dover attraversare la sede stradale durante il periodo riproduttivo;

7. coordinamento e riconoscimento dell’importanza dei salvataggi e dei volontari impegnati nell’assistenza agli Anfibi durante la migrazione riproduttiva. Almeno 4 associazioni operative nel salvataggio Anfibi sui Colli Euganei: GRIG, ENPA, LIPU, LAV;

8. ripristino ambientale in Via Volti, nel Comune di Torreglia, dove nell’inverno 2015 è stato realizzato un piazzale in pietrisco e ghiaia di fronte uno dei rospo-dotti, rendendo così inservibile il condotto. Il piazzale viene tutt’ora utilizzato come deposito di materiale e di mezzi pesanti causando chiazze di olio minerale inquinante e schiacciamento degli Anfibi in migrazione a causa del viavai di autocarri;

9. osservanza di quanto già individuato nella “Relazione del Piano di Gestione della ZPS IT3260017 Colli Euganei – Monte Lozzo – Monte Ricco – dicembre 2010” (pag. 344-345): tutela integrale dell’Area umida di Torreglia.

Tralasciati volutamente i sottopassaggi artificiali per Anfibi (rospodotti) in quanto quelli già realizzati sarebbero, ad avviso delle associazioni, inadeguati.

Lae associazioni lamentano inoltre la mancata posa delle reti anti-attraversamento lungo le strada. Un fatto che determinerebbe una situazione fuori controllo e nuove stragi di animali.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati