GEAPRESS – Vi sarebbero anche alcuni esemplari di lupi ed istrici tra gli animali deceduti e non registrati, oggetto dell’intervento dei Forestali. Per il resto si trattava di uccelli rapaci diurni e notturni.  Tutti gli animali interessati sono inseriti negli allegati A e B della cosiddetta Convenzione di Washington (CITES).

La violazione contestata riguarda la normativa CITES. Nella fattispecie la mancata registrazione del decesso di 335 animali. Per ciascun animale deceduto non registrato il CRAS di Rende dovrà pagare una multa di 3.098 euro.

Dopo più di tre mesi di indagini svolte dal Corpo Forestale dello Stato è arrivata, quindi, la maxi multa da oltre un milione di euro per il  Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Rende, in provincia di Cosenza.

La Forestale precisa, però, che il numero effettivo di animali gestiti in violazione della normativa CITES, è nettamente superiore, ma che si è potuto fare riferimento solo agli ultimi cinque anni essendo le violazioni precedenti già prescritte.

Sempre secondo la Forestale all’interno della struttura dal 2002 sono transitati più di 2000 animali, di cui mille solo negli ultimi cinque anni.

Nel proseguo dell’attività investigativa si cercherà di chiarire i motivi dell’irregolarità della documentazione e le eventuali responsabilità penali in materia Cites e di Polizia Sanitaria e veterinaria.

Le indagini, tutt’ora in corso, sono svolte dal Coordinamento Territoriale per l’Ambiente (CTA) di Rotonda e dal Comando Stazione di S.Sosti del Corpo Forestale dello Stato.

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